Rassegna storica del Risorgimento
1866 ; TRENTINO
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1922
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294 * W. Sardagna
il generale Menabrea s'illudeva ch'essa potesse indurai in un giorno non molto lontano, per lo meno alla rettifica della frontiera; era un'illusione dalla quale non pochi, allora e dopo, si lasciarono affascinare. Ma in Austria vi era e vi fu sempre un partilo militare, rappresentato da "uno; o più arciduchi, e sempre appoggiato con calore dall'imperatore Francesco Giuseppe, il piìi ostinato guwmMplUskc che in Austria sia mai esistito, il quale ritenne sempre disonorevole la cessione di un territorio senza averlo difeso con le armi. Quel partito militare salvò più volte la monarchia, è vero, e per questo si credeva in diritto di considerare quasi con disprezzo la gente da senno ; ma finì col trascinarla alla rovina.
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Un interessante, ed anche grazioso, episodio di tutto quel lavorìo inteso ad ottenere il Trentino, lo si ha nell'invio a Parigi del poeta trentino Giovanni Prati. H 26 agosto egli inviò la sua relazione al barone Ricasoli, e le sue parole sono piene di poetica semplicità e di appassionato sentimento di amore pel proprio paese natio.
Il 25 agosto il Prati, accompagnato dal Nigra, si recò a S. Cloud per essere ricevuto in udienza dall'imperatrice Eugenia, e mentre il Nigra era introdotto prima di lui, egli si trattenne nelle anticamere con le dame di servizio, facendo con loro una conversazione non inopportuna . Introdotto a sua volta nel salotto dell'Imperatice, questa, a un certo punto, fece venire il piccolo suo figlio Napoleone Luigi, al quale il Prati non dimenticò di dire anche a lui una parola di quelle che i bambini ricordano ; poi, durante il colloquio, egli potè << esprimere il voto di vedere per un istante l'Imperatore . Questa era la cosa più importante e più diffìcile da ottenere; ma gli riuscì, e venne introdotto subito nel gabinetto di Napoleone IH.
E per il vario e lungo giro di quella conversazione riferisce il Prati la sorte mi aiutò così bene che, senza aver l'aria di dire, gli dissi quanto mi premeva che gli fosse impresso nell'anima. Dal franco e diverso discorso mi persuasi una volta di più che l'Imperatore è un vero e grande amico d'Italia, e nulla meglio desidera che di vederci forti e contenti >. Dopo aver narrato ancora di quel colloquio, E Prati prosegue: Ione