Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <295>
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Perchè non abbiamo avuto il Trentino mi 1866 20ff
porto l'animo allegro e sereno; e intanto oso lusingarmi di aver compiuto, nella tenuità delle private mie forze, un sacro dovere verso la mia piccola e povera patria, la quale è del resto troppo bene raccomandata alle cure del Governo del fife e alle nobili ispirazioni di V. E. Se i miei dovranno attendere, l'attesa non sarà né lunga, né acerba; ed oggi fermamente credo che noi vedremo compiuti e forse al di là di ogni speranza i voti della
dazione Non posso né debbo chiadere questa mia lettera
senza dirle là precisa parola che io strappai dalle labbra del­l'Imperatore circa il Trentino: * Questo lo avrete e tra non molto, ma abbiale pamem , Tal parola fu per me un dolce trionfo, e non posso pensarvi senza sentirmene 'turbato di gaudio; io di­vento fanciullo, figurandomi di vedere sventolare i tre colori e la croce bianca sulla chiesetta del mio villaggio; e poter dire, guardando a quelle rupi: Anch'io ho fatto qualche cosa per voi. Perdoni l'È. V. se entro coi sentimenti dell'animo in questo tema d'ordine più grave, ma l'amore del luogo dove si è nati è il più durevole di tutti gli amori e certo poi il più innocente e il più universale (1).
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L'azione politica del barone Eicasoli fu oggetto di aspra critica o di alta lode a seconda dei sentimenti politici, o per­sonali, di chi formulava il giudizio. Ancora oggi, tra i partigiani del generale La Marmora, vi è chi al nome del Eicasoli che il Nigra definisce figura romana sembra inalberarsi come un cavallo davanti ad un ostacolo che non si sente di superare, e sostiene che in sostanza la sua politica ebbe il solo risultato di condurre l'Italia a subire una nuova umiliazione; umiliazione che si sarebbe evitata se fosse subito prevalso il modo di ve­dere del La Marmora. A provare che, anche nel 1866, quella politica del Bicasoli era stigmatizzata, si citano Quintino Sella, Commissario regio nel Veneto, il quale HI agosto telegrafava a Bicasoli: * Io sono profondamente mortificato questo armi­stizio SalaWO., oggi fatalmente inevitabile; avrei preferito non parlare Tiralo e Istria, fosse anco accettare Venezia da Francia, anziché dopo grandi parole finire così meschinamente ; e il ge­
li). ett. e (toc. Bicasoli, VTII, p, 180-38.