Rassegna storica del Risorgimento
1866 ; TRENTINO
anno
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1922
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pagina
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306
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306 .F. Sardagna
neanche in Lombardia, nel 1859, nessuna popolazione era apertamente insorta in appoggio al generale Garibaldi ed ai suoi cacciatori delle Alpi.
Interessantissimo, a dimostrare il concetto ohe dell'italianità dei trentini era diffuso fra gli italiani, questo episodio narrato da un ufficiale dell'esercito già garibaldino, poi ben noto giornalista fatto prigioniero a-IOustoza e tradotto nell'interno della Monarchia: Dopo due ore di rapida corsa, fermò il convoglio ad Ala, uno dei primi paesi e dei più graziosi del Tirolo italiano. Fu grande il nostro stupore come che belle accoglienze non ci ripromettessimo dal popolo tirolese quando dalla folla che s'accalcava nella stazione uscirono alcuni giovinotti di aspetto civile e bennato, recando in mano guantiere con bellissimi calici di cristallo e bottiglie piene di vino (1).
E la questione del Trentino sarebbe morta in modo definitivo, senza che occorresse l'intervento di nessun Imperatore, se non fosse stata l'opera indefessa, tenace, testarda, ammirevole degli stessi trentini, che, sempre-favorevoli alla nostra causa, hanno voluto con indomita fede restare italiani, hanno voluto non essere, neanche di nome, tirolesi, hanno voluto che la loro terra fosse anch'essa libera terra d'Italia sotto il sole d'Italia, LO HANNO YOWMW- SANNO OTTENUTO!
GEN. FILIBERTO SARDAGNA.
(1) GrosBPPE BANDI, Da Oustoea ini Crotia Memoria di tm prigio* nitro. Firenze, Bemporacl. 1903.