Rassegna storica del Risorgimento
1797 ; NAPOLEONE I ; FRANCIA ; TRIESTE
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1922
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pagina
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307
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V occupazione francese
e la visita di Bonaparte a Trieste nel 1797
Stipulato col Papa Pio VI l'esoso trattato di pace di Tolentino (19 febbraio 1797) per cui Bologna, Ferrara e le Eomagne erano unite alla repubblica cispadana, Bonaparte riteneva giunto finalmente il momento di attuare il suo progetto d'invasione degli stati ereditarii d'Austria, marciando su Vienna.
A tal uopo, lasciate truppe per guardare le retrovie, avanza con 42.000 uomini dalla linea del Brenta, distaccando Joubert verso il Brennero e Massena verso il Tarvis, per tendere pel Friuli su Vienna, mentre le armate del Beno dovevano riprendere l'offensiva per la valle del Danubio.
L'arciduca Carlo, comandante dell'esercito d'Italia, ritenuto il migliore dei generali austriaci, si trovava il 10 marzo 1797 alla testa di 45.000 uomini dietro al Ragliamento, Il 1(5 marzo, attaccato e battuto dai Francesi a Valvasone sul Tagliavento, si ritira su Gradisca mentre Bonaparte, avanzandosi, giunge il 18 a Pal-manova e il 19 occupa Gradisca dopo breve azione di fuoco. L'arciduca si ritira su Lubiana e poi su Klagenfurt per accorrere alla difesa del Tarvis e respingerne Massena.
Le notizie della sconfitta dell'arciduca Carlo e della sua ritirata verso la Oarniola jft la Garinzia erano giunte subito a Trieste destando gravi preoccupazioni nel popolo, preoccupazioni confermate la mattina di lunedì 20 marzo quando si vide partire la guarnigione della città, composta di due battaglioni assìani.
Correvano allora la Europa, alimentate ed esagerate dall'Austria, voci allarmanti su eccessi d'ogni sorta cui si abbandonavano i soldati della rivoluzione, pei quali nulla sarebbe stato sacro: né la proprietà, né L'onore delle famiglie, né la vita dei