Rassegna storica del Risorgimento
1797 ; NAPOLEONE I ; FRANCIA ; TRIESTE
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1922
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Carlo De Antonio
cittadini. Queste voci, assai più che il sentimento di attaccamento alla monarchia austriaca, servono a spiegare il terrore che invase tutta Trieste. Bfestria di fatto sebbene la città vi fosse soggetta sin dal 9 agosto 1382 non era mai riuscita a cattivarsi interamente l'animo della popolazione, cosicché era sempre esìstito e si accentuava maggiormente a quell'epoca, coi primi albori del risveglio del sentimento di nazionalità, un partito antiau-striaco, orientato verso Venezia.
Nell'attesa, molti cittadini emigravano, moli si affrettavano a spedire altrove mobilio ed oggetti preziosi, mentre il governo faceva imbarcare munizioni e provvigioni perchè non cadessero in mano al nemico.
Nel pomeriggio del 21 si odono distintamente a Trieste gli ultimi rimbombi del cannone che tuona sull'Isonzo contro gli Austriaci in ritirata ed il panico aumenta nella popolazione.
Il 2 Germinale anno V della repubblica una ed indivisibile, (22 marzo 1797) Bonaparte lancia dal Quartier Generale di Gorizia il proclama ai Triestini per preannunziare l'occupa zione della città e predisporvi benevolmente gii animi, (doo. I).
Nella notte 22-23 entra in Trieste il Commissario francese Campana, accompagnato da un solo ufficiale dei dragoni e da un gregario, e nel pomeriggio del 23 si avvicinano, provenienti dalla strada rivierasca, a piccoli gruppi, soldati francesi, specialmente usseri, 22 dei quali entrano alla sera in città al seguito del Generale Murat, mentre altri si spingono a riconoscere la strada di Fiume, tuttora presidiata dalle forze croate.
Finalmente, nel pomeriggio del 24, preceduto da due trombettieri e seguito da 230 dragoni, faceva il suo ingresso in Trieste, tra due fitte ali di popolo silenzioso, il Generale di Divisione Dugua, designato a comandante della piazza. Questi nel giorno successivo faceva pubblicare un proclama destinato a tranquillizzare i Triestini e rassicurarli circa il rispetto della religione e delle proprietà ed in cui si conteneva l'ordine a tutti i cittadini di portare le coccarde nazionali tricolori, ad eccezione dei consoli e degli impiegati delle potenze amiche.
H magistrato civico, trasformato in municipalità, prestava giuramento di fedeltà alla repubblica Francese.
Il 26, tra il tuonare delle artiglierie, veniva inalberata la bandiera francese sul castello, sulla casa municipale e sulla locanda maggiore, dove era alloggiato il generale Dugua.