Rassegna storica del Risorgimento

1797 ; NAPOLEONE I ; FRANCIA ; TRIESTE
anno <1922>   pagina <309>
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UoGoupazione francese e la visita di Bonaparte eoe, 300
Numerosi manifesti venivano pubblicati anehe nei giorni successivi con fermanti la sicurezza delle proprietà e rigorosa di­sciplina, e tali promesse furono realmente mantenute nei primi tempi, essendo perdurata la più completa tranquillità un verso la prima metà di aprile.
Veniva altresì imposto alla città un contributo di guerra di 3 milioni di lire tornesi (un milione di fiorini) pagabili per un terzo in contanti e per i rimanenti due terzi in merci.
Per conciliarsi meglio l'animo degli abitanti, i Francesi fa­cevano riaprire il 27 sera il teatro con sfarzosa iUuminazione e colla rappresentazione del dramma in musica Il furbo contro il furbo , alla quale interveniva il generale Dugua col suo stato maggiore ma scarso pubblico, tanto che il giorno successivo il Comandante militare della città, castello e porto di Trieste, Brèchet, pubblicava un manifesto deplorando l'assenza dei cit­tadini ed incitandoli ad abbandonarsi con sicurezza a quei piar ceri innocenti, che gustano tanto bene gli animi sensibili e spe­rando in avvenire di non restar privo dell' emozione troppo cara della loro riunione . (doc. 11,
Ai primi di aprile il generale Dugua abbandonava Trieste, e poco dopo pareva che l'occupazione francese dovesse cessare nella città, per effetto di trattative per un armistizio, iniziate [l'è aprile dall'Austria ed accolte da Bonaparte colla concessione dapprima di una tregua di 5 giorni, convertita di poi in un ar­mistìzio di 6 mesi coi preliminari di Leoben (18 aprile). In con­seguenza di questi l'Austria rinunciava definitivamente al Belgio, alla Lombardia ed a Mantova, ed acquistava in compenso il territorio della repubblica veneta, tranne la città di Venezia di cui si riconosceva l'indipendenza.
Tanta e così inusitata condiscendenza era spiegabile sol­tanto perchè, malgrado la ininterrotta avanzata verso Vienna, elle sarebbe stata raggiunta molto probabilmente in quello stesso mese, Bonaparte era preoccupato dall'arresto delle armate fran­cesi di Germania, che erano ancora sul Beno, dalla scarsità, delle forze di cui disponeva e dalle insurrezioni nel Veneto (1) e nel Tirolo che lo minacciavano alle spalle.
(1) k sintomatica, 1 riguardo, a conforma di ciò e por preparare In gin sWawon* dol mercato di Campoforinio, la lettera di Bonaparte al Sereni*