Rassegna storica del Risorgimento

CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1914>   pagina <715>
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Le relazioni di Qwìo Alberto eco, 715
E il mio primo pensiero era stato appunto che l'amico Giulio potesse essere proposto. ETè mi dimetto già da questa idea. Appena sentirò che il principe ripartirà da Dresda, parlerò e farò par­lare.... ,.A Questa lettera ci mostra, secondo me, ohe cosa il principe voleva che si credesse intorno al licenziamento del suo segretario, e mi sembra, dalle parole che riporta di lui, trasparire evidente il desiderio di giustificarlo di fronte ai liberali ed ai letterati, che avrebbero altrimenti dovuto esserne sfavorevolmente impressionati. Il rinvio del Nota era dunque avvenuto dopo il 13 maggio 1818, poiché allora il Monti diceva di avergli raccomandato il Oicognara, come vedemmo, e poco prima del viaggio del principe a Dresda, probabilmente nel giugno, come prova anche la lettera del San Mar-zano diretta a Carlo Alberto in questa città nel luglio del 1818 con * alcuni particolari relativi appunto al licenziamento del segretario j* ma, quanto ai suoi veri motivi, non è possibile un'affermazione si­cura. Il Nota scriveva da Bobbio al Provana suo grande amico: sia pure tutto il mondo contro di me... si possono abbreviare i miei giorni, ma mi rimprovero nulla, neppure un pensiero .8
Come spiegare però il titolo di barone che Carlo Alberto, tatto re, conferì al tfota? n Torta pensa che volesse onorare il commedio­grafo e non il segretario. Questo titolo sembra, ad ogni modo, che non riparasse pel Nota l'antico sfregio, aspirando egli sempre a venir richiamato a Torino, ma Carlo Alberto non gli diede che buone parole, poiché egli scriveva tristemente nel '38 all'amico Pro­vana: Io me ne vivo qui sempre senza la menoma speranza di essere chiamato a Torino, malgrado le reiterate promesse che cono­
sciamo 4
Sul finire del 1818, (non del '17, come dice l'Ottolenghi) Gino Capponi visitò a Torino Carlo Alberto, in casa del quale conobbe i primi uomini del paese. Allora (scrive egli ne' suoi Bicordi) mo-stravasi noiato oltremodo delle usanze di Corte e della gravità pe­dantesca di quelle parrucche piemontesi . E a lui faceva dono il
i EDRERI, Bella vita e delle opere di 8. Pellico. Da lettere e documenti Mediti/Torino, Speglio, 1898, 8 voi. I, p. 283.
* PBRBBBO, ZiyoBta al eig. E. Poggi, unita alla SepUoa al Marchete Conta ài Iieauregard (Torino, Casanova, 1890) p. 199.
3 L. OTTOLÌSNGHI, op. oit., 64.
* L. OTTOMSNGHI, op. di.,.65.
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