Rassegna storica del Risorgimento

CADOLINI GIOVANNI
anno <1922>   pagina <351>
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(Giovanni Caci oli/ni 351
entusiasti, intelligenti, a lui devoti, raccoglierebbe ottimi frutti, toglierebbe ogni dissidio, lascerebbe durevoli tracce di concordia e di entusiasmo.
La gioventù è l'avanguardia della Democrazia, dalle sue file escono soldati ed apostoli.
Non perda il Generale questa bella occasione per eccitarla a forti propositi. A Brescia, a Bergamo, nelle altre città la sua visita può farsi in qualunque giorno e protrarla qui sarebbe danno.
Se riesci a persuadere il Generale, dammene immediato av­viso per telegrafo.
Tu l'accompagnerai qui, s'intende.
Indipendentemente dal mio interesse personale, ve n'ha una di maggiore importanza: saranno qui Bargoni, Mordmi e Miceli, così riuniti potremo esporre le nostre idee al Generale, inten­dere il suo consiglio, stabilire una norma precisa di condotta. Non ti pare? Dunque risposta affermativa; cioè vieni tu pure.
Il Decreto; elite, scioglie il Corpo dei volontari, raccoglie qui maledizioni da tutte le parti.
I liberali sentono lo sdegno, i moderati lo fingono per pu­dore. Al Ministero attuale può sull'argomento applicarsi l'antica sentenza: Quod non fecerunt barbari; fecemnt Barberini, ciò che non ha osato Della Rovere, ha compiuto Petitti. Almeno da un male derivasse un po' di bene, cioè il riordinamento delle scom­pigliate file della Sinistra.
La mia salute come al solito, bersagliata. Accogli i cordiali saluti di mia madre e dei miei fratelli, ed un abbraccio
dal tuo aff.mo amico BENEDETTO OAEROM
I XXH
Lettera di È. GairoU a G. Gadolinì.
Pavia, 5 aprile 1862.
Mio ottimo amico, Ricevo in questo punto il dispaccio ohe ci dà la invocata, consolante notizia dell'arrivo del Generale Garibaldi in Pavia prima di giovedì. Fra pochi minuti sarà divulgata per tutta la