Rassegna storica del Risorgimento

CADOLINI GIOVANNI
anno <1922>   pagina <356>
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356 Mora, Casoni
riti e credo ne dobbiate essere soddisfatto per la Patria e per voi. Non mi abbonite se troppo più stimo il cuor vostro delia vostra mente; anzi anco della vostra mente io fo altissimo case ma non in faccende politiche. Le pretese conciliazioni in poli­tica assai si rassomigliano alle scale insaponate si corre rischio di sdrucciolare tutte fino all'ultimo scalino. State al vostro posto; e i tempi verranno fino a voi di più non mi giova dire. State sano, ed abbiatemi
P. v. affano amico I). GUERRAZZI
XX Vili Lettere: èi Cadolini a G. Garibaldi
Firenze. 10 aprile 1T.
Caro Generale,
Le unisco una copia dei miei ricordi intorno alla parte presa nell'ultima Campagna dal Corpo di cui mi affidava il comando.
Le difficoltà materiali che incontrammo nelle nostre imprese, furono questa volta più gravi delle altre; ma i disagi e gli stenti, specialmente quanto alla durata non uguagliavano di certo quelli che patimmo in precedenti vicende. Pure finita la nostra missione da una parte Si volle disconoscere o attenuare l'impor­tanza dei servizi resi dai corpi volontari!, dall'altra (scordando quali sono le necessità della guerra) non s'indugiò a sollevare sul nostro operato un turbine di recriminazioni che costarono anche a me non poche amarezze.
Stimolato da tutto ciò volli dare il mio tenue tributo alla Storia e per essere più sicuro di restare nel vero mi limitai a scrivere solo i fatti che avvennero sotto i miei occhi.
La prima copia che io spedisco è pel mio Generale. La voglia gradire siccome un nuovo pegno di quell'affetto sincero che le serberà per la vita
il suo GIOVANNI CADOLINI