Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; GUERRA 1848-1849 ; GENOVA
anno <1922>   pagina <371>
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a Milano nel 48, Bull'azione del ministero Gioberti nel '48-49 e sofie conse­guenti polemiche col Dabormida, con il Rattazzi e più ancora con il Pi nel li. Singolari figure emergono con i loro tratti tutti piopru, come quella del Ber­tinotti.
Nell'nltìma parte del carteggio brilla, di fronte al pessimismo del Massari sulla caduta dì tante illusioni, la speranza del Gioberti in mi avvenire migliore nel Piemonte, in Vittorio Emanuele e nelle sorti d'Italia e d'Europa; e Poi* tima lettera del Gioberti ohe chiude il lungo e interessantissimo dialogo (10 ot­tobre 1852) ricorda un colloquio con Camillo Benso di Cavour al quale il fi­losofo espresse il vivo e sincero desiderio ch'egli fosse chiamato a guidare l'amministrazione, come il solo uomo capace di ravviarla e promuovere gl'in­teressi materiali del paese .. Molti particolari son chiariti dal carteggio, molti altri nelle note illustrative che recano molti brani inediti desunti dalla G-to-bertiann della civica di Torino anche se la parte bibliografica si può accre­scere e completare riguardo ad es. al Ranieri con la nota opera del Ridella. a P. B. Leopardi, all' Ozanam, al Melloni eoo. Tre appendici notevoli su Gio­berti e Leopardi, su 6. e A. P. Falconetti, l'editore del Bello, e sulla pre­toria di V. G. da rapporti diplomatici del ministro piemontese a Bruxelles coronano egregiamente l'opera dell'alacre editore. Un indice delle materie, completando quello delle persone, avrebbe agevolato di molto le ricerche ai futuri numerosi consultatori del bel volume.
Concluderemo questa rassegna con taluni particolari biografici, inediti ed utili per quella biografia del Massari che ci auguriamo sia tentata da qualche studioso del nostro Risorgimento. 11 Massari stesso ha scritto una bella pa­gina autobiografica ricordando il suo primo passo cioè i suoi non lieti anni giovanili e la pubblicazione del suo primo scrìtto ohe fu appunto sulle dottrine di V. Gioberti, pagina ohe non vedo ricordata dal B.-C; ma altri ri­cordi ci sono forniti da un suo compagno di fede, esule pur egli e ohe come il Massari potè aver la gioia di veder Pitalia unita e indipendente.
Il conte Guglielmo Capitelli, illustre uomo di stato e ben noto tra i cul­tori di poesia e di bella letteratura, era stato indicato dal Bonghi come il migliore a parlar degnamente del Massari noli' assooiazione comunale di Na­poli mentitegli, il Bonghi, propone vasi di ricordarlo in un discorso a Perugia. Ciò rilevasi da due lettere del Bonghi riportate dal Capitelli insieme con do­dici lettere del Massari in appendice alla conferenza tenuta a Napoli il 30 marzo 1884 e pubblicata la prima volta a Lanciano (Patria e Arte, Carabba ed. 1887) poi a Firenze (Prose, voi. 1 Bemporad, 1906, pp. 1-46), DaUa seconda lettera del Bonghi (13 aprile 1884) rilevasi he il conte Capitelli aveva rac­colto notizie sol Massari e le aveva promesso all'illustre amico. M'è ignoto se il Bonghi tenne realmente a Perugia il discorso su Giuseppe Massari e se egli potò servirsi delle notizie fornitegli dal conte Capitelli. Por squisita ooiv tesia del valoroso collega ed amico Romolo Quazza, sposo alla diletta figlia del conte Capitelli, posso fornire alla Rivista un notevole documento massa-