Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; GUERRA 1848-1849 ; GENOVA
anno <1922>   pagina <374>
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Recensioni
quale per i moti napoletani del '20-21 avrebbe più utilmente rimandato an­ziché olle vecchie pagine del Giovagnoli, alle dense e colorite pagine di IL Sciupa pubblicate nel!;'ultimo fascicolo àtììVArdhivto storico per le provincia napoletane (Napoli. 1920).
Genova.
PAOLO NEGRI.
L. MESSEDAGLIA, L'opera politica dì Angelo Messedaglla nel 1866. Contributo alla storia della liberazione del Veneto con lettere e documenti inediti. C. Ferrari, 1921, 16, pp. 46. (Estratto dagli atti del R. Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti, tomo LXXX, parte TI).
Pochissimo anzi quasi niente è noto dell'attività politica spiegata da Àn­golo Messedaglia nel critico momento in cui il Veneto e più particolarmente Verona, delle ultime tra le citta della regione ad essere abbandonate dagli austriaci, passava dalla soggezione straniera a far parte del giovane Regno d'Italia, e di dò varie e non chiare, probabilmente non belle le ragioni, quando da esse si tragga la modestia o ripugnanza a parlar di sé del M. medesimo. Bene ha fatto perciò il nipote di lui, on. prof. Luigi Messedaglia, ad illustrarla, Va­lendosi di lettere e altri documenti privati e pubblici conservati nel suo ar­chivio domestico e in altri depositi. Il '66 trovò il M. professore di economia nella Università di Padova; la guerra e le vicende ohe ne seguirono lo chia­marono d'improvviso ad azioni ohe attestano, col suo patriottismo, la stima e la considerazione ch'egli s'era guadagnato presso i suoi concittadini, ai quali si può diro pareva l'uomo della situazione, e non soltanto presso di essi. Il primo episodio nel quale egli fu coinvolto ha attinenza col prestito forzato di 12 mi­lioni di fiorini che nel maggio di quell'anno il governo austriaco aveva im­posto alle provineie venete, come anticipazione delle imposte dirette del 1867. per l'esazione del quale aveva deliberato provvedimenti eccezionali e partico­larmente vessatori; finita la guerra e cessato di diritto, se non di fatto, il suo dominio sul paese, pretendeva ohe Verona e la sua provincia continuassero a pagare, anzi provvedeva a pagarsi da sé con modi soldatesca mei ite spicci, il ohe era, più che ingiustizia e violenza, malafede. Perciò nel settembre del '66 il Municipio di Verona pensò al M. perchè sull'argomento stendesse un pro­memoria da presentarsi al governo italiano e al francese; egli lo stese, vigo­roso nella sua limpida semplicità, e il nipote suo lo pubblica per intero, ma,, disgraziatamente, non sa dirci per mancanza eli documenti .se; e come fu presentato. 11 secondo episodio, a tacere di altri minori, a lui si rivol­sero i capi della veronese Società letteraria per sapere Se con lo bandiere