Rassegna storica del Risorgimento

CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1914>   pagina <724>
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Maria Avetta
alle classi pia elevate della società, raccogliessero pochissime sim­patie le tendenze repubblicane, mentre un tentativo in senso mo­narchico costituzionale avrebbe trovato più. numerosi consenzienti. E giacché era assai mèglio conseguire quello che si poteva che rimanersene, come suol dirsi a man vote e a denti asciutti il generale esortò l'Angeloni a sacrificare la propria opinione a quella della maggioranza e ad adoprarsi egli pure in questo senso. Non era la prima volta che tali esortazioni venivano rivolte all'Ange-Ioni, al quale rincresceva di essere considerato come un ostacolo allo sperato miglioramento politico, e si lasciò quindi persuadere dal G-ifflenga, che lo assicurava del buon successo dell'opera. Que­sti gli suggerì dunque anzitutto di mandare una copia dell'ultimo suo libro al principe di Oarignano, unitamente a una bella lettera. E facendogli osservare l'Angeloni come lo spirito informatore di quell'opera la rendesse poco adatta ad essere presentata a Oarlo Al­berto, lo rassicurava il generale : Non vi date di questo alcun pensiero j io medesimo sarò così dei due volumi vostri come della lettera il recatore, e vi certifico che saranno gli uni e l'altra af­fezionatamente ricevuti ed avrete anche manifesto segno di quel che vi dico ". Era evidente per l'Angeloni, che si voleva in tal modo comprometterlo pubblicamente sì che il suo nome attirasse al partito del principe di Oarignano anche quelli che dividevano le convinzioni politiche di lui. Ed egli, nella speranza di giovare ef-tfettivamente alla patria dando esempio di sacrificio delle idee individuali, per ottenere quella concordia che andava predicando, acconsentì alla proposta, ed accompagnò l'invio dei Hbri al Oari­gnano con una lettera, nella quale però è: palese lo studio e l'im­barazzo del nuovo convertito. Questa lettera e le due altre che ci pervennero a tale proposito sono abbastanza interessanti ed ignorate per meritare di essere qui riferite in nota.1
i. L'Angeloni scriveva da Parigi il 24 marzo 1819
Altezza Beale, La fama è già grandissima fcn tutta Italia e fuor di quella dello spirico di patrio amore ohe anima ed infiamma il nobil petto di V. A. R. ... L'ot­timo signor Generale Gifflenga che mi fa grato di qui vedere a onesti di pas­sati, me ne die una novella e vie pia certa testìnoazlone. Io non potrei dirle ohe lieti presagi in onor mio io no faccia alla comune nostra italica patria, e altresì alla V. A. R. oli' ora il solo italico principe. Io spero donane ohe,