Rassegna storica del Risorgimento
CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno
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1914
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pagina
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726
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6 Maria uvetta
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Egregio Signor Cavaliere,
La gentilissima sua lettera, che è per me onorevolissima, mi pervenne per via di questa ambasceria piemontese. Se io sia stato quasi rapito fuori di me leggendola, e se siami quella stata cara quanto altra cosa mai fessemi dei miei dì, non è da farne domanda. E che potevami in effetto intervenire di più grato, che l'essere io più. ohe mai fatto certo che l'astro benefico che si attese invano per tanti secoli in Italia, fa già di sé bellissima mostra, e maestosamente s'erge sopra l'alpino lembo dell'orizzonte nostro ? Or perchè non può quel fatidico astro accelerare il suo splendido corso, o perchè non sono io meno attempato acciocché anche a me dato fosse di poterlo ammirare e contemplare e fargli reverenza, quando egli, levatosi a mezzo il cielo nostro, ne irradierà pienamente l'orizzonte intero, e feconderà col suo vitale influsso tutto l'interposto secolo 1 Ma se, per mia sventura, tanta e si fatta compiacenza non sarà a me conceduta, ed io non mi morrò tuttavia sconsolato, perchè morendo io sarò certo che la mia aspettazione avrà, dopo me, un compiuto adempimento. E, se in quel mondo di là delle cose di quaggiù non fìa vietato avere alcuna contezza, io m'allegrerò anche quivi d'un evento sì felice per la comune patria nostra, e di quindi farò altresì sommi plausi all'insigne e solo e vero ita-" lieo principe, che sì grande e sì gloriosa opera, come pure quella della nostra liberazione avrà saputo recare ad effetto. Intanto io priego lei che voglia degnarsi di rendere in mio nome le maggiori grazie che per lei si potranno allo stesso valoroso principe della bontà ch'egli ebbe di sì benignamente ricevere le mie povere opere e delle gentilissime, e da me non meritate cose che, per Via di lei, si degnò eziandio farmi dire. Ma già molto più ampiamente io spero adempiere sì fatto ufficio quando sarò onorato di poter essere alla presenza di S, A. ;. -e" mostrare a lui personalmente quant' io l'ammiri e veneri. A lei poi, veneratissimo signor cavaliere, io rendo somme e ben debite grazie della gentilezza grandissima che meco ella usa nel mettere ad effetto le generose intenzioni di S. A., io le ne sarò ecc. eco.
Luisi ANGBLONI.
Earigi, al 0 di gì agno 1810.