Rassegna storica del Risorgimento
1816-1829 ; PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; CENSURA
anno
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1922
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pagina
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456
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466 Adele Qurh
II Casa pubblicando, tradotte, questo lettera, commentava:
Poteva aver ragione il buon Generale, quando qualificava
gl'Italiani chiacchieroni, ma s'ingannava nel!'affermare che in
Italia società segrete non esistevano E qui può nascere iJ
dubbio se il Conte di Nèìpperg mostrasse una convinzione che in fondo air anima non aveva-j e si potrebbe ritenere che così appuntò fosse. Forse faceva per togliersi la penosa responsabilità di non aver fatte rivelazioni a Vienna, o per non turbare la pace felicissima di uno Stato nel quale la Duchessa era amata: o finalmente perchè uomo di spada e valoroso assai, sdegnava di dare importanza a pochi cospiratori, che a suo tempo avrebbe messo a dovere: comunque sia, sino all'aprile 1820 a Parma non si ebbero sospetti né turbamenti (1).
Io credo invece che, per quanto riguardava il Bucato, il Neipperg aveva tutte le ragioni di credere al non esistervi società segrete; nessun rapporto gli era pervenuto che accennasse a idee politicamente sospette di sudditi, né a rianioni misteriose; sino ad ora, convinto che i sudditi affezionati alla benefica Sovrana erano lontani dal desiderare mutamenti politici, aveva rivolto le precauzioni e i rigori polizieschi verso coloro che, per le vicende passate, la devozione a Napoleone, o per la ribellione al regime restaurato francese, potevano compromettere Maria Luigia, suscitare i sospetti dell'ombrosa monarchia borbonica, e della vigilantissima madre (o matrigna!) Austria: in questa parte di alta polizia egli aveva messo, e metterà sempre, tutto lo zelo, tutto il vigore del soldato e dei diplomatico che mai aveva dato tregua al nemico.
Nel suo sereno ottimismo, in piena buona fede, il Neipperg aveva affermato che nei suoi Stati non c'erano società segrete: quindi non mi pare ch'egli volesse togliersi la responsabilità di non aver fatto rivelazioni a Vienna, tanto più che*-Come dice altrove lo stesso Casa (2), il Mettermeli prima di Napoli non era ancora preso dal terrore carbonaro dell'agosto 1820. E per quanto riguarda la sua opinione sulle società, in tutt'Italia, quel prestare che nella traduzione lo storico parmense trascurava, mi pare attenui il senso assoluto di essa: sarebbe stato troppo ita
ci): 12. QÌVBA, Op. flit pag, 013417.
(2) E. CASA,.' Carbonari ecc., pag. 59J* un anno prima della tempesta il gran diplomatico dormiva fra duo guanciali .