Rassegna storica del Risorgimento

1816-1829 ; PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; CENSURA
anno <1922>   pagina <534>
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**** Adda Curii
sco * del primo si sfogava in accenti d'ira e di vendetta contro il Gioja e il Frate porco , quali propagatori Iella calunnia ch'egli fosse spia del Duca di Modena. Questo poteva far so­spettare che intimi rapporti politici avessero esistito fra loro; si era poi ansiosi di sapere bene chi fosse questo rivoluzionario., già studente all'Università di Parma, il quale poteva avere qui
parecchi colleghi. La lettera, venuta quando si era al corrente
del pensiero giordaniano, grande amatore di r di preti, di cor­tigiani, di spie *, delle sue sanguinose sferzàonfero l'asinità presuntuosa dei governi , dava luogo a un sospetto: ma che proprio questo irrequietissimo uomo ne sapesse qualche cosa delle società segrete? Si ebbe un'idea luminosa: mostrargli la lettera che lo chiamava Irate porco , con l'appareutedesi derio di preservarlo da un possibile attentato PanizziftnlU
Il Bollea giudica questa una squisita malvagità * e òjif ;e un doloroso equivoco aveva creato un conflitto fra due uomini della stessa fede liberale, la compiacente polizia Ducale, vio­lava il segreto epistolare, per..... generosamente comunicare all'in­teressato le frasi ingiuriose e così scavare sempre più l'abisso (1) .
L'intelligente, astuta perfidia non era una delle qualità della polizia- del Cattucci; il pensiero insidiosissimo di separare, con un abisso di l'ancore, due uomini che, amici, potevano essere peri­colosi, non è nato nel modesto cervello dei poliziotti parmensi; un altro fine, più semplice, di effetto piti immediato, essisi erano proposti con questa gentilezza bugiarda: sondare il terreno, ve­dere se il Gìomani riferisse notizie intorno all'autore d'un libro incendiario che si aspettava con trepidazione.
La missione affidata al Commissario di Piacenza, G-uglieri (2), ebbe risultato negativo. Il Giordani aveva crèfluto alla cortesia e, come voleva il suo temperamento facile agli impeti di col­lera, agli estremi giudizi o di iperbolica lode o di acerbissimo disprezzo, colpito da quell'odio che traspirava dalle parole del­l'offeso Carbonaro, da quel titolo oltraggioso di frate porco , disse (la sua lingua era padrona lei molto spesso) quello che avrebbe detto a tutti: non sapeva più di parlare con un poli­ziotto, non pensava di giustificarsi di fronte al Governo; parlava contro un nemico creduto veramente colpevole dell'atto più vile.
(1) ìu BOLLHA, Carteggi ecc., Boll. Star. Piftc 1915, fase; K pag. 32.
(2) Xon Guglia, come dice il Bollea.