Rassegna storica del Risorgimento

1816-1829 ; PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; CENSURA
anno <1922>   pagina <547>
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Baila coincidenza fra la risposta del Origlieri, dopo aver mo­strato la lettera famosa all'ex frate, con questo articolo 4, il Bollea si è infermato nell'opinione ohe il sordani avesse co-scienfenienté' cooperato gni IfiTpoIizia a danno del patriota di Brescello per guadagnarsi la benevolenza governativa, ed ha creduto <Èi un libérale di quei tenij)i, Venanzio Dodici, ami­cissimo del (fioriliaffi: gip e Ctommissaa'io Ducale, al corrente delléTsegrete ème (1); ! avesse rijiiproverio ta>. debolezza.
Il Bollea lina preso nn abbaglio: basta considerare che il piacentine) insisteva d'aver veduto il Patrizzi solo qualche volta, capitando a Parma. * Era impossibile non vétfeìrlo; perchè si tro­vava dappertutto udii poi di lui cose gravfo -èié: fosse spia
del Bucai di Modena uu agente provocatore lo non ho a-
rmSr: fc india con lui, uè mai lo vidi da solo se io mi de­gnassi di far la spia, e 'Volessi eseguire la bella legge che lo comanda, anche volendo non potrei. Capisco che queste invet­tive di Nìfe potrebbero dar pretesto a qualcuno di sospettare elle io avessi almeno delle notizie: ma la verità è quel ch'io ho
detto e nulla più tutti sanno la mia avversione recisa alle
sHftei ninno ha mai osato invitarmi (2).
Kon potrebbe esser più evidente che questa è un'auto-di­fesa dall'accusa mossagli di aver- avuto rapporti coi Carbonari, o, per ilo. meno, di tacere le notizie intorno a uu rivoluzionario che tanto stava a Cuore all'Austria e a Parma. Si credeva di aver' -in mano uu filo che avrebbe condotto a qualche scoperta, si sentiva odore di Carboneria in quella conoscenza: dunque, non malvagia era stata la polizia ducale nel mostrargli la lettera, ina, sospettando, astuta, e nemmeno di un'astuzia troppo tuie. Ci addolora che odio e disprezzo separassero il prosatore eloquente, attivo operaio aneli'egli all'edificio della nostra indipendenza, e l'esule instancabile e generoso, futuro prezioso intermediario tra Cavour, Napoleone IH e il Governo inglese; la perfidia dei ti­ranni si spinse talvolta a dividere coloro la cui sola unione costituiva la forza * e riuscì: ma questo non possiamo SÉ dob­biamo dire del Governo ili Parma.
' !" -sospM'ià al piacentino erano venuti anche da altre parti; egli scriveva f ft: Wt .che; ..gii (al Neipperg) sia obbligato per-
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jj L, Bajwaai, Cóiiegifi ecc.. Boll. Stor. Pine, fnsjj,; J*. png. 38, )i Epistolari!, -voi, 5 pug. 388.