Rassegna storica del Risorgimento

CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1914>   pagina <736>
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730 Moria Avetta
una
che circolava in città riguardo al Piemonte: In occasione di divergenza di opinione fra il re ed il principe di Oarignano, in proposito degli ultimi affari di Francia, il primo di essi restò poco soddisfatto di alcune espressioni dell'altro, e gl'intimo l'arresto per 4 ore. Fella sera, non vedendosi comparire il principe a teatro, ove era giunto il re colla sua Corte, gli spettatori, già in­formati dell'accaduto, incominciarono a chiedere ad alta voce la presenza di quello, in modo che il re fu costretto a mandare a prenderlo. Al suo arrivo gli applausi e le grida, miste di qualche espressione sediziosa furono tali che dovè interrompersi e termi­narsi lo spettacolo .A Fon è possibile di verificare quanto ci sia di reale in questo fatto, narrato da una sola fonte, ma è proba­bile ohe esso rechi le impronte della fantasia popolare, eccitata in quei giorni e pronta sempre ad esagerare; inoltre la notizia cor­reva a Bologna e stupisce che proprio nessuno di quelli che avreb­bero dovuto trovarsi presenti, al fatto in Torino, ne abbia lasciato cenno.
Ora noi dobbiamo ricordare Le ultime manifestazioni liberali di Carlo Altet>j; 'anteriori al moto piemontese.
Secondo il Martini, Carlo Alberto;- prima ancora che scoppiasse la rivoluzione napoletana, ne sarebbe stato segretamente infor­mato :2 questo potrebbe essere avvenuto pel tramite del Collegno che aveva fatto un viaggio in quelle contrade e v'era stato ag­gregato alla Carboneria. Scrive il Martini ch'egli usava allora con taluni un parlare schietto ed aperto, con altri oscuro e av­volto sempre nel mistero; ma chiaro da ogni suo detto traspariva il desiderio di operare grandi cose per la causa d'Italia ; credeva massimamente che verrebbegli facilmente fatto di aquistare un gran nome col partecipare ad una gloriosa impresa qual era quella che allora si meditava, non dubitando, quando fosse in gran parte cominciata sotto i suoi auspici, di farsene poscia egli solo il capo supremo, e colla sua autorità e le armi molto valorose del Pie­monte regolare infine il corso degli avwenimenti in Italia come meglio gli talentasse. Quando poi i udì proclamare la costituì zione di Spagna a Kapoli, divennero allora di Oarignano più pa-
j ( m zi Piemonte n*l 1820 (dallo carte di un celebre spione) neUf IZ-iMbfasiom IMimta del 24 febbraio 1895, p. 126 e Begg. * MABTJWI, 8toria d'Italia oit., IV, 192 e Bègg.