Rassegna storica del Risorgimento

1816-1829 ; PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; CENSURA
anno <1922>   pagina <564>
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ÀMi tetó
nierc* *.lo storico fiorentino voleva die,* posta la necessità di 0r rimanere sotto un reggimento Monarchico, ne fosse almeno un solo il Principe., ed Jtalitìo per modo che si venisse: a gua­dagnare colla dignità- ppitìtèiunaa nazionale quello che si era perduto in riguardo alle istituzioni Civili *k: Wnava l'in­vocazione del Principe redentore * inaguanfri esortazione e concludeva intorno alle generose dottrine poliMiche * à<É se­colo JVffi e alPevolyersi delle Monarchie: Come ai tempi del Machiavelli, benché in certi rispetlateocissiMnoneipiù
né un Tiberio, né un N.erone, né un Caligola così al dìnojiifri
non T'ha più né è da temer che nasca, un Alessandro- fl-j aÉ j un Filippo II, né un Arrigo Y1II. re Pmnamtte la giustizia continueranno a diligere la mente e il cuore di chi governa, àpi guisa che non vadan perduti gii ulteriori scuoprimenti della ra­gione, è da sperare esser per: venire un tempo nel quale i nostri più lontani nepoti riguardino la presente stagione in quel inorilo clie noi riguardiamo le più calamitose età scorse- > (1). '
Senza dubbio questa era tutta materia combustibile, come diceva spesso il Xeipperg: liberazione d'Italia dal dominio stra­niero; unità sotto un Principe italiano tino a quando i tempi concedano di abolire l'assolutismo; rieortiii -di tempi atrocissimi, vale a ,e ! atrocissimi regnanti: Mtlicare fra questi un Papa, un augusto avo della duchessa, Filippa :-} credere die i tempi presenti appariscano nel futuro evolversi calamitosi, erano tutte idee che in uno Stato Monarchico come Parma, e di più, asbur­gico, non potevano esser tollerate*
Mi mancano documenti per conoscere i provvedimene presi; ma credo di non sbagliare pensando che il libro o sia stato se­questrato o, per lo meno, se ne sia proibita la vendita all'estero. Se, com'era da aspettarsi, date le amicizie e conoscenze lette­rarie del Leoni, il libro fosse uscito dai Bucati, chissà qnale protesta e quale scandalo avrebbero manifestato Milano e Vienna,
tan più elle l'autore era mi professore dell'Università, quindi
un corruttore di giovani! Nessuna noia però venne al Jj0ni che continuò a godere la benevolenza del Neipperg.
Un anno dopo, egli pronunziava dinanzi ad un pubblico nu­meroso la prolusione: Bel vero dimostrato nelle opere di au-