Rassegna storica del Risorgimento

1816-1829 ; PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; CENSURA
anno <1922>   pagina <580>
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5Q0 Adeh Ourti
non sia. del iSipo Modenese e Oanosìano, bensì imparziale e mo­derata (1); preferisce non punire* anziché perseguitate.
Conosciamo ormai i -prìncipti che lo guidavano: favorire l'interesse economico dei -sudditi per impedire il nascere e lo svilupparsi di desiderii di mfeiamenti politici; nel suo disprezzo verso gl'Italiani discordi e xmiacchieroni, amanti dei diverta menti, incapaci di coraggio e di perseveranza, egli non da- 3gggF. lore ai sogni di pochi; e quando il Tiberio in diciottesimo ottiene l'arresto elei Carbonari parmensi, egli non inula pojftrica, non di­viene persecutore; e a riscM'Cfc di guadagnarsi l'ostilità del Prn> cipe, insiste sull'opportunità di amnistie generali, per ridare la felicità a molte famiglie e la quiete all'Italia: qye-sfeo,. niente il suo vicino proponeva) di trasportale in merka migliaia di liberali !
Il Neipperg però sbaglia, quando pensa pei basti la forza poderosa a chetare e demare il pensiero e il sentimento italiano,, quando pensa die i profughi sieno nell'esilio meno pericolosi.
Ma con tutto questo io non voglio dire e'ir'ggli simpa­tizzasse coi liberali; come dice tino (lei suoi encomiatori, il Leoni, non fu molto vago dei novatori pj; io non penso come la Montanari ;<ffce.;Ì Beipperg volesse sottrarre il Dur cato dall'influsso austriaco;J? (3): no, il (enèàe e. nn fedele luogotenente austriaco intelligente e mite, il quale fa a Parma gl'interessi dell'Impero, vuole una diligente ecuzi61j
delle, -sorveglianze e proibizioni chieste da Milano e da Vienna,
e s'irrita soltanto quando r << viaggiatori vengono a ispezio­nare, quando ingigantiscono i piti piccoli fatti.. Il Bucato di Parma è costretto; a muoversi entro l'orbita austriaca l
Su di lui vigila sempre instancabile la polizia imperiale che talvolta completa, corregge e modifica le inchieste parmensi.
La polizia: ' eipperg, Jtoruacchia e ajteucci ha quasi sempre, principale oggetto delle sue Hrf faesEéia non si vogliono impicci più che uon si tema il contagio. Sono fre­quenti le indagini, ma non brillano per esito fortunato, e qnaV-
~P . fc La mmm moqlk (S iJÌteM'ia*Ìnco laóìafou-di, Emporkua, ottobre 1906, pagtf. 379-290* ipvr.
(2) LEONI, Mogia -fot pttg- W*
(3) ipspt* MwmxM. EWDW Ì W * 8S -*HP Settate IQQy Bisp. t*fi2V