Rassegna storica del Risorgimento

ASPROMONTE ; MARINA ; GARIBALDINI
anno <1922>   pagina <596>
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Genova, e del Vittorio Bmmtom? fedendolo trasportasse gari­baldini salparono alla lor volta dal porto di Catania per an­darlo a riconoscere. H Duce allora, senza indugi, sfliibarco sul MkshQ e facendosi seguii daliÉteW Abbuiami uscì anche esso dal porto dirigendo al lofi! rasentando gli scogli formati dalla lava dell' Etna die costituiscono p,m inp>' fratto quella eosta sicula.
Perchè Garibaldi seguì quella rotta? Bei essere sicuro com'ebb li uMm data la poca pescagione- de*'suoi due piroscafi, di non essere jìsfcurbap <aU!e ftavi di Albini aventi maggior tirante d'acqua. Tuttavia, in un certo punto* id Maria MMM accennò ad interporsi: fra il ìJmpaecm .edLli BèrièM MÈMMÈÌ ina 'Fili ilm momento perchè, accèìèramctoi ài sua marcia, diresse poscia su Messina come già si dissj! ralmente Garibaldi, indisturbato, navigò la notte e all'alba potè sbarcare co* suoi a Pietro Falcone nelle vicinanze di Mei ito.
Ma il Dm 'éb fàmma-i il WtwU. Mnamméte, ch'erano andati a riconoscere quel tale piroscafo "ffl cui avevano poche ore prima scorti i fanali e che credettero sospeMo, constatato invece chrerà Ì Wasel, Èigpve della Mai-ina aribaddiua. del J860 in Servizio di rimorchiatore nella JJegia Marina, se ne ritornarono a Catania ove più non trovarono i due piroscafi di volontari. .Riuscirono allora dal porto ad incrociare nuovamente tutta la notte senza nulla scorgere, senza una mèta precisa, così come se'.andassero alla ventura.
Mai un blocco navale fu rotto in circostanze così strane. H Governo, però, scosso da questo straordinario avvenimento ordinò di bloccare la punta estrema della Calabria dal golfo di Sant'Eufemia a quello drquillaee ed ordinò altresì che colle truppe, di già ammassate in quella loeaiea, si formasse un cordone i cui capi dovessero arrivare appunto dall'uno all'altro dei menzionati golfi, onde sbarrare il passo ai garibaldini. Co­storo riordinatisi sulla spiaggia calabra :sicamminarono verso JKeggio. Se non che, la fregata luhidmmtfe, che incrociava ra­sente terra quei paraggi, gli salutò con qualche colpo di can-nOfe i di fucileria. Fu jer quésto che il Duce ordinò allora di piegare sulla destra è d'itteMPsi per quell'aspra giogaia mon­tana denominata Aspromonte.
Mat il telegrafo; MÉ con tanta, fébtóle MMvitìt* coinè in quel giorno 25 agosto e seguenti. BMitf era fuori di sé per