Rassegna storica del Risorgimento
CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno
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1914
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pagina
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743
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Le reUmoM di Carlo Alberto eoe. fS
tendenza a collegare questi a quello. E non. è meu vero ohe, se parlo Alberto offri in quell'occasione i suoi servizi al re, fa poi largo di doni agli studenti feriti, che volle recarsi in persona a] visitare, facendo così aperto atto di protesta contro l'azione del Governo, protesta che non mancò di attirargli benedizioni iperboliche in poesie anonime, che corsero in quei giorni per le mani di tutti. Ohe se poi, scoppiata la rivoluzione del marzo, egli stette al fianco del re fino alla sua abdicazione, egli aveva allora già-ritirato il suo assenso al moto, e s'adoperava a contrariarlo, mentre prima è accertato che vi aveva formalmente consentito. E così siamo giunti all' nltimo degli argomenti, di Carlo Alberto che, rammentando la famosa giornata del 13 marzo in cui egli fa dopo una lunga resistenza costretto a largire la Costituzione, domanda: qni peut dire d'avoir entendu en ces monients sinistres un seni des révoltés me rappeler des serments ou senlement des engage-ments 1 .1 Qui si potrebbe osservare che i 4 personaggi verso i quali Carlo Alberto f era il 6 marzo impegnato ad appoggiare la rivoluzióne, cioè Santa Rosa, Collegno, Lisio e San Marzano, erano l'tnWti in quel giorno assenti da Torino, avendo raggiunto i loro reggimenti allo scoppio della rivoluzione.
Questo però è l'argomento principe sul quale fondava essen-zialmente Carlo Alberto la sua discolpa e che, quantunque il Del Cerro lo presentì e ripresenti sotto vari aspetti, forma pure l'unica base su cui egli nega l'affigliazione di Carlo Alberto alla Carboneria. Ove questa fosse stata reale, dice egli, sene sarebbero subito avute le prove, o per lo meno non sarebbero mancate da parte dei cictfmì e dei fratelli le rampogne, le accuse, le recriminazioni. Altra provai felle in fondo si riduce alla precedente, sta nel silenzio del Santa Rosa che, se Carlo Alberto fosse stato Carbonaro, certo non avrebbe taciuto, non avrebbe conservato per sé un segreto che, divulgato in quei giorni, avrebbe irremissibilmente perduto 1' uomo che i congiurati del 1821 ritenevano come unica ed esclusiva causa di tutti i loro mali, di tutte le loro disgrazie . Ora, se noi poniamo a riscontro accuse e difese, mi pare sia da osservare che, per quanto nessuno degli ar-
j per diro tt vero gli ongageruentò prosi tir Un a arila ri voltinone furono al prinoipe ricordati dal Santa EoBft noi fitto scritto : De la Bévoluiioh W-montuise,