Rassegna storica del Risorgimento
CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno
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1914
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pagina
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744
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744 Maria A celta
gomenti addotti dall' una e dall'altra parte abbia valore decisivo di prova, tuttavia l'opinione che tende a negare il carbonarismo di Carlo Alberto ha per se, allo stato attuale delle nostre conoscenze, maggiori probabilità.
Ora conviene por mente che, se noi non riteniamo che Carlo Alberto ibsse Carbonaro, resta tuttavia ancora intatta la questione che solleva la testimonianza del Martini più sopra riportata : Fu, Carlo Alberto Federato ? Io mi limiterò qui ad affermare che Carlo Alberto fa. considerato dagli appartenenti alla Federazione Italiana come loro capo supremo, e che il suo nome fa quello che attrasse alla società il maggior numero di aderenti. In seguito, lumeggiando l'azione spiegata da Carlo Alberto nel moto piemontese, potrò dimostrare questa mia affermazione. Ora,, però, io non so trattenermi dall'esporre qui alcune osservazioni sulla Federazione che mi si presentarono insistentemente nello studiare quésti avve- ' nimenti. La prima e l'essenziale sii * :ch?2o non credo sì debba considerale questa Federazione come una vera setta. Questo, che potrebbe parere a prima vista un paradosso, ha per sé varie testimonianze, secondo me di molto valore. Lo: studio recente più. importante che la concerne è quello dei Bersano,* 1 (quale pubblicò appunto lo Statuto deH' Associazione dei federati italiani ed importante è pure il capitolo intitolato Sette, settari, ed il processo di Milano del libro dei Sandonà Contributo alla storia dei processi del Ventuno e dello Spielberg Il B exsano ritiene la Federazione il vero Tugenàbund italico, perchè in un comma del suo Statuto si propone di " unire con un vincolo comune tutti gli Italiani virtuosi , Notiamo subito che, se lo Statuto esprimeva questo voto, esso non si tradusse mai in realtà, poiché noi non troviamo dei Federati che in Piemonte e in Lombardia. Né bisogna credere che tale documento sia il programma di lÈttttìj. e neppure della maggioranza dei Federati. Esso, come altri simili scritti di differenti settari, va piuttosto considerato quale manifestazione dei desideri o dei sogni di un individuo o di un ristretto numero d'individui, quindi il suo valore viene assai li-
i A. ItBitsAKO, Adolfi, FetloraM e Carbonaii/ ('Atiii <1oUa B. Àcoadomift dolio denzo di Torini! liiL Mr. Xuàm ?< 1910 V- 408-480) j ro., ancora a proponi tu di Fedr<Ui ad- MeljU In Rivinta storica del RiwgìmtMto Italiano, 1911, I. 440 e 6gg.