Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
anno
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1922
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pagina
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640
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treP Rosetta PiMuga
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tema. Essa che aveva superati i mortoli pencoli del 1799, del f 808*1815, del 1821* fel 1848-49, non poteva opporre clic Tate tesa ed agognata rivetidic5i().ne-3renisse a mancarle nel 18o. L'abbandono tanto criticato; 1 Napoli faceva parte della politica tiifeìonale dei Borbone e le procelle che subissarono la grande capitale passarono sempre nell'assenza dei sovrani.
Da (*;aeta Ferdinando IT emanò nel febbraio 1849 il famoso -lf.1iniah.im alla rivoltata e libei* piliae poifempo dopala riduceva nuovamente mMo il suo assetato, doiiniiaio.. Da Saeta il figlio di Ferdinando II, non solo non disperava per la dinasti*, ina era Mente nel successo tinaie. Il calmo, ossequente -e pur risoluto maresciallo Jlitucci comandava, all'immediazione del !SOWano, tre divisioni di fanterjr e una di cavalleria, porcate ad organico completo. I generali, Tabacchi* ifan de Biv.era, Won Meehel e Uolouna erano non solo fidati, ma noti per accorgi-jÈSentó' è per? dottrina.
Garibaldi in Napoli raggiunse J: più alto ilfìjtsfiglfr delia nobiltà umana, rappresentando' la .sìntesi impersonale di tutti i diritti, dì tutti i doveri, di Wi gl'indefiniti bisogni morali e ìtveri-ali di un popolo. Senza commoversi alle mille voci, s/ètìza perdere tempo coi politicanti, attendeva instancabilmente soltanto alle cose più degne della sua alta missione, da vip! sovrano. In quei giorni memorandi di lavoro intensQin mai intewojWì'.j trovò pur modo di' rltoroare a Palermo per spianarvi minacciose difficoltà politiche. Ma sopratutto egli pensava al suo esercito che; aveva aitato sul Volturno. Pofipfò * Jttgfco* contare su uomini come 'osenz ministro della- guerra, Kirtotèi capo* di Stato maggiore, Bixio, Sl Mediai, comandante di divisione ed altri generali ed ufficiali i cui nomi sono sacri alla storia; ma suo era il concètti' informatore, sue furono le disposizioni, suo Io spirito animatore dei volontari. La battaglia del iloWòore, I già nota ne' suoi particolari. Dopo le cento apologie éfeivincitori, efcero le analitfiiÉ difese dei vintL Il racconto ha già preso la itìg.ura di storia. Resta qualche punto in ombra, restia qualche og(te?si é SÉfeSllP il dòtMnarisuio preten* sioso, che f-arte della guerra WQÌ sottoposta a regole infallibili. Con vMttiitìtói nomini, il Fasolo a pag. 20 dice 17000, Garibaldi occupava una linea lunga ventuno chilometri.
Aveva dunqno appena un nonio solo ogni metro, era debolissimo dapertutto. polena facilmente essere sfondato in qua-