Rassegna storica del Risorgimento

CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1914>   pagina <746>
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4G Maria Avetta
Tanno 1822 il Gran Firmamento dovefe riordinare le scomposte file delle sette da esso dipendenti, dopo le rivoluzioni italiane, e -quindi modificare la sua organizzazione, accogliendo ad es. desi­gnazioni nuove, come quella di Federati; 3: l'Andryane portava seco solo i più recenti decreti del G. 1?. e tale non sarebbe stato nel 1823 Uno del 1812. 4 Infine a Vienna nessuno rilevò il pre­téso errore del Senato Lombardo-Veneto. A noi importa sopra-tutto considerare Fopera della Federazione vera e propria, ante­riore al moto piemontese e quindi al decreto del Gran Firmamento. Dopo la rivoluzione essa si disperse, mentre, se fosse stata una setta fortemente organizzata, come ad es. la Carboneria, avrebbe persistito, invece i suoi membri, o furono assorbiti da altre società* alle quali in parte erano già prima affigliati, o ritornarono nei seno -di quel grande Partito Nazionale Italiano che, come diceva Cesare Balbo, attendendo il momento davvero favorevole alla riscossa, riapriva le sue file ai giovani esaltati che avevano tentato fuor di proposito la sollevazione: aux fugitifs que l'expérience a cor-rigés. .
Beco ora come a me si presenta lo svolgimento dei fatti. Prima -del 1820 era venuto formandosi anche in Piemonte un Partito Li borale, che comprendeva le persone illuminate, appartenenti alle migliori classi della società, che sperava d'ottenere miglioramenti profondi nella legislazione e fors'aneo istituzioni rappresentative. Questo partito, oltre ai liberali che chiamerò Teorici e legittimisti, perchè desideravano che le riforme venissero dalla Monarchia, senza sforzarvela, abbracciava anche un cej numero di persone che avrebbero desiderato mettere in opera mezzi efficaci e positivi per ottenere con certezza queste riforme, fra cui anche i pochi affigliati allora in Piemonte alla Carboneria o ad altre sette. Scoppiato il moto di Napoli, questo secondo nucleo del Pkiitp Liberale venne formando in seno ad esso un Partito dell'Azione, che desiderava cioè secondare colle forze piemontesi le napolitano, per sollevare la Penisola e liberarla dallo straniero, dandole insieme un governo costituzionale. Per me i Federati Italiani non sono altro che i membri di questo Partito dell'Azione. E non mi fa maraviglia ch'esso venisse confuso un po' con una setta un po' con un'altra, per vari motivi: anzitutto perchè, come abbiamno detto, esso com­prendeva in sé i Carbonari ed altri settari ohe tutti, pure con di-