Rassegna storica del Risorgimento

CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1914>   pagina <753>
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Le relazioni'(li Carlo Alberto ecc. 753
G-iunta Alessandrina intitolò i suoi Proclami. Alcuni, massime gli elementi Carbonari, poterono anche pensare ad una Federazione di Stati italiani indipendenti, affratellati da somiglianza di istituzioni governative, come risulta dallo /Statuto Organico dell'Italia, pub­blicato dal Sandonà. Tenendo conto poi che essi desideravano ope­rare di concerto coi Napoletani per sostenersi a vicenda con gli Austriaci, troveremo sufficienti e chiare le ragioni per cui i Fede­rati si dissero Italiani.
Quanto poi alla setta superiore o direttrice che la Commissione di Milano diceva presupposta dalla Federazione, società subalterna ed esecutrice, noteremo che vi fu chi attribuì questa suprema dire­zione alla Carboneria, chi alla Massoneria. Ma quanto alla prima essa era in Piemonte assai poco numerosa * ed i suoi membri, come quelli di altre sette, si riunirono nel gran tutto della Federazione, piuttosto ohe dar essi origine a questa che, sorta con impronta schiettamente piemontese, non importata dal di fuori, accolse, come dicemmo, settari d'ogni specie, ed anche quelli che pur essendo liberali, non avevano mai dato il loro nome a società segrete.
.Quanto poi alla Massoneria come ben dice il prof. Lemmi nel suo Manuale di Storia Moderna, di prossima pubblicazione essa era allora una specie di Olimpo del liberal esimo internazionale; i suoi membri attivi (non eerto i dormienti) in Piemonte dovevano, in quanto patriotti, entrare nel movimento prodotto dalla Federa­zione, ma a questa, non a loro, spettava la direzione di esso. Però non fa stupore che, essendo allora più nota la Carboneria) la quale aveva determinato l7 insurrezione napolitana del 1820} gli stessi contemporanei giudicassero la Federazione come da essa emanata e dipendente ; del resto i rapporti tra le infinite sette pullulate in Italia e fuori-in questi anni erano tutt'altro che chiari, anche per la grande maggioranza dei lc'stdepM.
Per concludere queste osservazioni dirò infine che un'altra prova che la mia ricostruzione dello stato dei Partiti in Piemonte alla
Universitaria di Genova dal titolo Appunti storiai e documenti. V. Appen­dice II. ,;
i gè ne trova qnalohe cenno, benché piccolo, nelle sentenze pubblicate in appendice al libro Le prime vittime di Francesco IV duca di Modena. Notizie di A. PAKIZZI, ed. da Giosuè Carducci, {Bill, etor. del Biwff'm- Italiano, 8.1, IL 2, Boma, 1897).