Rassegna storica del Risorgimento

FERRARI GIUSEPPE
anno <1914>   pagina <769>
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Varietà e aneddoti 769
Nella la Cartella Ferrari del Museo del liisorginteuto di Milano, trovasi una Polizza d'assicurazione contro gli incendi, del 1828, intestata a Francesco Ferrati (zio di Giuseppe). Ivi purè è conservato l'atto di compera della casa di via Eastrelli n. 5237 tta dai fratelli Ferrari Giovanni e Francesco (padre e zio di Giuseppe). Fella cartella n. 14* vi hanno due carte stampate (del 1816) identiche, inviate dall'autorità civile a Francesco Ferrarlo e a Francesco Ferrari. Nella la cartella si trova un atto notarile (del 1785), che riguarda la morte del sig. Giuseppe Ferrano, e che sì occupa dei fratelli Ferrarli, figli del defunto : ma un altro atto notarile annesso (del 1784) porta la firma, autenticala, di Giuseppe Ferrari.. Vi è pure conservato l'atto di divisione dei fratelli Fer­rari ) ma nello stesso atto si parla del padre Ferrarlo, e della ma­dre Ferrarla.
Vi ha poi una sentenza d'appello del 1689 a prò dei Ferrarii. Altri documenti non ho potuto rintracciare : ma risulta chiaro che il cognome veniva spesso declinato, cosa comune a quel tempo j ed ognuno si firmava come meglio gli garbava : così mentre Cri­stoforo, nipote di Giuseppe, appaiél Ferrari, la madre di lui e Giu­seppe Ferrari stesso, sono iscritti cól cognome Ferrario nello stato d'anime 1875*76 della Parrocchia di San Carlo in Milano.
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H cambiamento del cognome pose in pericolo 1. candidatura-dei Ferrari nel 1860, quando egli fu eletto deputato del collegio di Gavirate-Luìno. Ecco i risultati dell'elezione, esposti alla Ca­mera dal relatore Castiglione nella seduta del 18 aprile 1860 (V. Atti Parlamentarla Elettori iscritti 359. Votanti 313, non con­tando 4 voti dichiarati nulli. Furono dati al signor Giuseppe Fer­rari, pubblicista, voti 157 j al signor ingegnere Giulio Sarti, 94. Gli altri si dispersero sopra 14 candidala Fra i157 voti attribuiti ad unanimità dall'ufficio elettorale al signor Giuseppe Ferrari, Se ne contano 30, dei quali l'ufficio trasmise alla Camera i bollet­tini. ,
La relazione prosegue ricordando, che la giurisprudenza aveva già stabilito, come la meta più un mezzo dei votanti bastasse per proclamare eletto chi tali voti avesse ottenuto.