Rassegna storica del Risorgimento

QUESTIONE ROMANA
anno <1914>   pagina <773>
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Comwnioaaiotoi e appuntò 773
empiuto da Napoleone su sé stesso lo. fascinerà ad imprevisti momenti di inconsapevole debolezza.
In Bonaparte il generale non è inferiore all'acuto politico, ma questo ha presto il sopravvento su quello-.- La Prussia ingrossa sul Beno, e la­vora a chiamare a sé gli altri Btati della Germania. La sconfitta dell'Au­stria è la sconfitta di tutto un sistema che gode simpatie anche in Fran­cia. Gli allori di Montebello, di Magenta, di Solferino non disarmano gli avversari francesi della indipendenza italiana; e, si badi, questa. decisi avversari sono in ogni partito politico, in ogni classe sodale della Francia.
Dall'esame del momento politico si affaccia, al Bonaparte,, la impe­riosa necessità di una diversione. L'Austria vinta, non stremata, può es­sere una minaccia, come può essere un valido appoggio. L'interesse della Francia, e quello della dinastia, impongono di provvedere.
L'esercito e la grande massa del popolo francese si appagano delle luminose vittorie, e non deplorano il sangue sparso siti campi d'Italia; ma vigilano più che mai i nemici flell' Imperatore, e quelli d'Italia ; e guai guai a Napoleone ni se a Magenta si fosse effettuata la mi­nacciata disfatta- essa avrebbe anticipato di un decennio lo spaventoso crollo dell'edificio eretto a fatica da Luigi Bonaparte.
La Francia protegge la IMfc, Sede; da VHlafranca si inizia la di­versione che tende a blandire l'amica di quella.
Napoleone spaurito dell'addensarsi di minacciose nubi in Europa, e dal contegno dei partiti in patria, tronca la generosa opera ini­ziata ed intende ad ingraziarsi l'Austria, con opportuna mitezza, ed 2 reazionari col proporre il Papa a capo di una confederazione italiana.
Ma la troncò davvero, t'opera generosa, il terzo Napoleone?
Cavour riavutosi dal grave colpo di Villafranca, era ritornato con maggior lena alla lotta ; lotta che avrebbe fiaccato qualunque altro uomo che non fosse Cavour ; ed il genio del grande italiano riuscì a strappare al vecchio amico d'Italia, per quanto indispettito, esasperato dalle aspre opposizioni dei nostri patriota, l'invocata adesione sia pure appena sussurrata allo svolgimento del resto del programma ch'egli aveva tramato a VlUafxanca.
Il tempo sta mettendo a posto quanto appartiene al fortunoso pe­riodo. Le antipatie personali, come le aspre proteste dèi generosi che avrebbero voluto improvvisare l'unita della patria, come gli odi di par­tito e di setta, si sono attenuati lungo il corso degli anni } ed i pochi guizzi della grande flanrmata, se preoccupano ancora qualcuno, non de> vono, non possono turbare la serenità di chi intende giudicare oggetti­vamente di uomini e di cose di quei tempi.
Non fu poco lo scalpore del mondo politico europeo per l'occupa