Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA
anno
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1914
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pagina
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774
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"'* Commicaziowi e appunti
zione dell' Umbria, delle Marcile, delle Romagtìe e dei Ducati da parte-delie armi piemontesi ; e non è a dire quel che sarebbe accaduto ove queste si fossero appressate a Roma j a quella Roma da cui si dipartiva ogni moto contrario alla rigenerazione della patria italiana, e divenuta, dopo la rapida conquista delle Due Sicilie, ultimo baluardo della reazione d'Europa. Il re del minuscolo stato pontificio contava pochino : ma il capo di duecento milioni di cattolici era una grande, grandissima potenza. Venerato e temuto, per quanto i tempi avessero aperte larghe falle nella nave, determinava un proprio indirizzo alla politica europea j indirizzo clte, per fortuna dell' Italia, veniva ogni giorno più compromesso dagli errori e dagli orrori del governo papale.
Gli occhi dell'Europa erano rivolti ai casi d'Italia ed a colui che aveva assunto la gravissima responsabilità di tutelare l'integrità della Santa Sede ; ed il responsabile in faccia al mondo era proprio lo stesso che aveva condotto il miglior sangue di Francia ad iniziare l'opera meravigliosa del risorgimento italiano.
Egli l'imperatore dèi francesi era il responsabile ; e chi ne avversava la politica aveva un sicuro argomento per combatterlo.
!La morte di Cavour fu, senza dubbio,- la più grave sciagura che mai potesse toccare alla nuova Italia; ma se ufficialmente sembrò recar dolore anche al Sire di Francia, questi deve averne sentito sollievo in cuor suo ; giacché il Grande italiano era il solo uomo politico d'Enropa ohe sapesse metterlo in imbarazzo. E quanto pesasse il genio di Cavour sulle personalità dell'imperatore lo si conobbe in Italia, aU'mdoniani di Aspromonte.
Garibaldi perseguiva il sogno della sua vita : Roma. H pericolo era spaventoso. H consentimento delle potenze europee al nuovo regime instaurato in Italia non era stato pronto, né facile ; ed era stato concesso contro formali garanzie dei riguardi della integrità dello stato pontificio, ormai limitato a poche miglia dalle mura di Roma. Era stato questo il pegno, il lascia passare della indipendenza italiana, riconosciuta ufficialmente. Lasciar fare Garibaldi voleva dire tradire la fiducia di tutta Europa j ed il governo italiano dovette, suo malgrado, usare estrema severità con l'uomo generoso, con l'eroe che tanto aveva fatto per la sua
patria,
Napoleone, il responsabile } si mi Béla maschera del broncio e ricordò, in forma non mólto cortese, la tutela a cui aveva diritto, per i precedenti, sull' Italia. La situazione era poco lieta anche per lui [ e si sarebbe enormemente aggravata Be Garibaldi fosse arrivato, al Ronià
L'appoggio dato dall'imperatore dei francesi alla candidatura dell'arciduca Massimiliano al trono del Messico (di quel Messico fosco d'intrighi e di sorprese, da cui Napoleone III non potò togliersi che con grave .iattura del