Rassegna storica del Risorgimento

QUESTIONE ROMANA
anno <1914>   pagina <776>
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??6 Coimmioaaioni e appunti
mento; per cui intensificava il lavorio iniziato a Villafranca, e conteneva i partiti grigi col premere forte sulla politica italiana, a profitto della Soma papale.
Dalla guerra per'la conquista dei ducati Danesi era scaturita l'altra, ben piò. grave, meditata dalla Prussia contro l'Austria. La rete era stata tesa con sottile accortezza, e l'Austria v'incappò. Ma la Prussia, per quanto audace e sicura delle sue forze, non voleva arrischiarsi da Boia all'impresa, temendo un colpo di mano sul Reno ;, e trovò pronta ad as­sociarsele l'Italia indispettita, tormentata dalla tutela francese, e più che mai disposta ad estremi sacrifizi, onde rivendicare la Venezia, per quanto le condizioni del nostro bilancio consigliassero il più severo raccoglimento.
L'8 aprile 1866 veniva stipulata l'alleanza dell' Italia con la Prussia. Cavour era morto, e Bisinarck si rivelava a danno anche dell'Italia.
All'alleanza italo-prussiana l'Austria rispose con la proposta di ce­dere la Venezia a Napoleone, perchè questi, a sua volta, la riméttesse all' Italia. Era umiliante la insistente intromissione dell'imperatore nelle cose d'Italia; e questa rispose declinando l'offerta, decisa a far onore al patto segnato con la Prussia. Napoleone si aspettava ben altra acco­glienza, e rimase male ; ma peggio rimase l'Italia, che per far onore all'alleanza contratta dovette reggere una guerra disastrosa, e niente glo­riosa, purtroppo, per vedersi assai trascurata nelle conclusioni della pace fra Prussia ed Austria. Il tranello e la malafede, seminati nel trattato d'alleanza, presiedettero all'opera di Bismarck, e l'Italia dovette ingoiarne l'amaro : giacché mentre in Boemia la Prussia rompeva e metteva in -fuga l'esercito austriaco, l'esercito italiano, per non più dubbie rivalità di capi, veniva sconfitto a Custozu. Non è della natura di questa pubbli­cazione la disamina delle cause di così dolorosa giornata, le cui disastrose conseguenze potevano essere riparate, con seria speranza di rivincita, ove la malafede prussiana non si fosse messa di mezzo.
E ohe alla rivincita si avesse diritto a sperare lo dicevano le mosse fortunate dei corpi di Garibaldi e Medici nel Trentino ; ma la funestis­sima disfatta di Lissa sradicò ogni fede nelle nostre armi, in quei tristi giorni, e piombò la nazione in lagrime. La malafede prussiana si affer­mava nella tregua stabilita il 22 luglio a Nioolsburg fra Prussia ed Au­stria all'insaputa dell' Italia. Austria dichiarava, alla richiesta della Prus­sia, nelle trattative di paco, di aver già ceduta la Venezia a Napoleone A.
L'egemonia della Prussia andava sostituendo quella dell'Austria su­gli stati germanici j preludio alla meditata egemonia tedesca sulla Europa.
Ir* Italia proruppe in un solo grido : tradimento ! Porse intorno alle giornate di Gustosa e di Lissa non è stato detto tutto ; ma nessun serio argomento è stato portato alla discussione, perchè si sia autorizzati a pensare al tradimento.. Fra la costernazione in cui era piombata l'Italia