Rassegna storica del Risorgimento

QUESTIONE ROMANA
anno <1914>   pagina <778>
immagine non disponibile

7.78. Comunicazioni a/ppwiti
scorie borboniche, di avventurieri d'ogni regioue d'Europa, di papisti onesti, e convinti, venuti specialmente dalla Svizzera, dall'Olanda e dal Belgio ; tenuto Insieme da ottimi e numerosi soldati ed ufficiali francesi; mascherati da volontari pontifici.
Antiho era il punto di convegno di questi elementi cosmopoliti ; e di sottomano i soldati francesi vi entravano, onde conferire assetto rego­lare alla massa varia per lingua e per costume; e furono gli antiboini il nerbo, del vantato esercito pontificio.
La ciurmeria effettuata dal governo francese, e non già dall'Impera­tore, aveva richiamato l'attenzione del nostro ; ma la cosa fini fra le su­bite sottigliezze diplomatiche. Ufficialmente la Francia aveva ritirato le sue truppe da Roma nel termine prescritto, ed alla bandiera francese era stata sostituita, su Castel Sant'Angelo, quella del Papa. La Francia aveva, dunque, rispettata la Convenzione di Settembre ; che si voleva di più?
Napoleone, non certo lusingato dalla accoglienza fatta alla sua me­diazione per la Venezia, insisteva a mantenersi il protettore della Santa Sede.
Lo abbiamo già detto: ne avrebbe fatto ameno volentieri ; ma oltre le gravissime preoccupazioni sul Reno, il partito avverso alla unità ita­liana, e quello cattolico o meglio papista capeggiato, ormai senza riserve, dalia Imperatrice, andava sempre più rafforzandosi in, pro­porzione diretta del declinare di resistenza fisica e di energia mo­rale che andava effettuandosi nell'Imperatore. H governo francese non esprimeva una decisa avversióne all'Italia nuova ed avrebbe volen­tieri fatto a meno, come il Sovrano, dello imbarazzante protettorato. La lezione del Messico era stata dura e le conseguenze irrimarginabili. Ma l'Europa aveva gli occhi addosso al protettore della Santa Sede: l'onore della Francia vi era impegnato ed era norma elementare pre­vedere nuove convulsioni in Italia, pel riscatto della Sua capitale.
Il fine Drouyn de Louys lo aveva detto durante le trattative jjcsir la convenzione di Settembre: no vai jìmrete per andare a Boma; n:oió' comprendiamo benissimo} soltanto bisogna Qftepazientate e lasciate al tempo di fare il sito ufficio- L'acerbo ministro aveva penetrato non solo il pensiero del suo sovrano, con quelle parole, ma pur anche la simpatia per la causa italiana, che nell'anima dell' imperatore non era Spenta. Il ritiro dello truppe da Roma non significava il ritiro del protettorato, ma fu momento di giubilo per gì' italiani tutti. Gli im: pazienti ed i superficiali concepivano tutt'al più una prossima collisione coi battaglioni pontifici derisi oltre misura. Ma il governo italiano, stretto dalla Convenzione, sapeva che la Francia teneva sottomano fra Tolone e Marsiglia buon nerbo di truppe pronte a fronteggiare t