Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA
anno
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1914
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pagina
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779
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Cmmioaziùm e appunti 779
un attentato alla integrità dello Stato romano. Era questa gravissima minaccia, che poteva portare persino ad nna rottura con la Francia ; rottura che leggermente sfidavano gli scalmanati, ma giustamente temuta dai governanti.
Le finanze d'Italia erano la piaga, la minaccia, il pomo della discordia del paese. Occorrevano menti lucide e mani di ferro, onde riparare allo imperversare del disavanzo. Il fiero Eicasoli vi SE provo con la legge sull'asse ecclesiastico seguendo le teorie di Cavour : libera chiesa in libero stato; invitando le corporazioni a riscattare i loro beni stabili incamerati. La Camera nou approvò; egli la disciolse; ma la nuova eletta (22 marzo) fu dello stesso parere della prima e Ricasóli si dimise.
Se l'austero- patriota avesse saputo risolvere il problema finanziario, non gli sarebbe successo il Rattazzi uomo politico di primo ordina, senza dubbio, ma di una irresolutezza cronica; e forse non si sarebbe aperta, nella Storia d'Italia, la piaga di Mentana.
Tutto è noto.'della mezza-intere fra il Re d'Italia e Pio IX manifestatasi a mezzo di garbate lettere (ora appartenenti al patrimonio storico della nazione) fra il 1 del '6J5 ed i primi mesi del ?67 con sosta fra il '66 ed il '67. Ed a completamento della interessantissima corrispondenza epistolare, la storia della diplomazia italiana può vantare modesti successi dell'ex-ministro S. Vegezzi e ben diversi e maggiori del deputato Tonello a proposito delle sedi vescovili vacanti e sulla quale questione il governo italiano ottenne quanto desiderava, specialmente per Torino e per Milano, potendo qui sostituire il buon conte di Ga-labiana, all'austriacante Ballerini.
Anche all'estero le relazioni sembravano migliorare ogni giorno più* A Firenze convenivano.* per l'Austria il barone deBruck; il conte, tlse-dom per la Prussia, Malaret per la Francia, Kisselew per la Russia, ed Elliot per V Inghilterra.
Ma siffatte' disposizioni non erano che superficiali ; l'estate del M andava assorbendo materia per una azione patriottica in autunno. In giugno, il generale Duinout arrivava a Roma e passava in rivista, in grande uniforme le truppe pontificie. Le proteste del governo italiano non cavarono effetto decisivo ; che il ministero francese cou l'art del Moustier, e del Rouher, seppe scansare Bcuse e dichiarazioni nette ; stretto però il Moustier, dichiarò che non sconfessava la missione ufficiosa del generale Duraout, come non la negava. Frase disgraziata, ma che bisognava trangugiare, giacché alle frontiere dello stato pontificio si preparava qualcosa di peggio di una rivista.
Egli è certo che l'incidente non serviva a. tranquillare gli italiani, e poteva, in qualche modo, giustificare i minacciati moti.
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