Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA
anno
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1914
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pagina
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782
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'* Gomunioaìoni e Jtó
presa del suo cuore di italiano. Non era più possibile agli uomini politici del governo ' Italia di mendicare scuse ; ed il Battazzi proclamò, al mezzo della Gazzetta ufficiale ohe i trattati si dovevano rispettare, b che sarebbe stato represso severamente ogni tentativo di eludere la legge.
Battazzi con questa proclama aveva superato aò stesso; m conseguenza quasi immediata fu l'arresto di Garibaldi a Binalunga mentre sommoveva la Toscana. Internato nella fortezza di Alessandria, fu, di lì a tre giorni, avviato a Genova, perchè se ne ritornasse a Caprera. H grande italiano vi si diresse non accettando condizioni, e nulla promettendo : da libero cittadino.
Il paese fu scosso da questa arditezza del Battazzi ; e non furono poche uè di pocp conto le dimostrazioni prò Garibaldi, in quasi tutte le regioni della penisola. Alla semi prigionia di Caprera, guardata da ben nove navi da guerra, Garibaldi sì sottrasse presto e con una audacia, che fa tuttora l'ammirazione della storia.
Le schiere dei garibaldini, non più guidate dal loro Generale, non erano state inoperose. Menotti Garibaldi avean riportato modesti successi a Bagnorea a Monte Libretti contro i pontifici.
Giovanni Nicotera, dal confine Napoletano si getta fra i monti e j oppone resistenza alle truppe papali. Nulla di decìso, in tante scaramucce, ma il dado ora tratto.
Improvvisamente come folgore Garibaldi riappare a Firenze. I volontàri, già stanchi delle molte fatiche, e dei piccoli insignificanti successi, si tentone rianimati dalla presenza del loro duce.
Battazzi, compiendo su sé stesso chissà quale sforzo propone al Be a risposta di un vero e proprio ultimatum di Napoleone, di occupate senz'altro lo stato pontificio, prima che ci arrivino i battaglioni francesi. M 'Be che sino a questi giorni aveva mostrato di aderire all' infatuazione generale, giudicò opportune ampie riserve, e ben valutate prudenze.
Battazzi, che pure era del Be amico devoto, rassegnò le sue dimissione H Be incaricò della formazione del ministero il Generale Cialdini, mentre l'amminiatrazione continuava regolarmente, guidata dal tthnissJoV natio ministro Battazzi.
E fu proprio questo interregno che diede agio a Garibaldi di coni piere la divisata incursione.
Battazzi rifugiatosi all'ombra delle dimissioni e Cialdini inutilmente agitanteai per trovar colleghi costituivano una situazione che lasciava assai filo per ohi voleva tessere. Il 23 ottobre Garibaldi alla testa di una folla di volontari, forse otto mila, malnutriti, malvestiti; molti senz'armi, pochi male armati ; guidati da ufficiali per la maggior parte improvvisati, e -senza, divisa, senza distintivi, senza scia ;-