Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA
anno
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1914
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pagina
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783
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tatti però riscaldati dalla sua presenza, passa la frontiera a Passo Co-rese ; proprio lo stesso giorno in cui un nucleo di coraggiosi, intrepidi giovani, tentavano di dai- la mano agli insorti di Roma, e quasi ajle mura di Roma, cadevano eroicamente combattendo a Villa, Glori, contro i gendarmi pontifici. Episodio che par leggenda, tanta era la disparita del numero e delle armi, ed in cui due dei Cairoli vi trovavano la morte.
La sera del 22 Roma era in subbuglio. I popolani Monti e Tognettì, preparavano un brutto tiro agli Zuavi pontifici : mercè loro misteriose disposizioni la caserma Serristori è Catta saltare e 22 Zuavi vi lasciano la vita. In Trastevere si combatte accanitamente anche dalle donne; ma non c'è coesione non direzione j la grande massa del popolo, intimidita dal truculenti gendarmi, non osa. Le cose erano arrivate a tal punto che non era più. possibile a Napoleone di temporeggiare né al governo italiano di convincerlo del suo disinteresse nel colpo di testa dei garibaldini.
Furono ore tristissime per l'imperatore ; le dichiarazioni insistenti di Nigra e l'assunzione al ministero del Menabrea riuscite vane le pratiche del Cialdini, davano argomento all' Imperatore per giustificare la sua perplessità. Re Vittorio Emanuele ricbiamavasi al suo compagno d'armi, al vincitore di Solferino, perchè desistesse dal minacciato intervento.
Àncora benevolmente: Risposto, cede alle assicurazioni del governo italiano?* ed il 21 il Monitwr pubblicava che l'Imperatore aveva dato ordine di sospendere l'imbarco delle truppe ; e proprio mentre Garibaldi fuggito miracolosamente da Caprera, si preparava a passare la frontiera dello stato romano.
Lo sgomento inenarrabile della Corte di Roma per l'incursione dei garibaldini e per la sospesa partenza della spedizione francese si ripercuoteva con ben maggiore effetto in Francia, fra gli avversari dell' Italia, ed i clericali. A Parigi come da Roma ai tempesta il governo, o meglio l'imperatore peretiè si decida a salvare la Santa Sede da sicura rovina. Nigra telegrafa, angosciata che la spedizione francese è ormai decisa. L? imperatore esulcero quando telegrafa a Vittorio Emanimi e che è addolorato di non veder realizzato le sue promesse. C'è ancora troppo di benevolenza per il commilitone nell'animo dell'imperatore ; ed è evidente ;on' egli non aspettava che un'azione seria da parte del governo italiano per rinfoderare la minacciata spedizione.
Ordini e contr'ordini si succedono a Tolone ; finalmente il 26 viene decretato l'imbarco e la partenza, e lo si annuncia nel solito Montiewi* j Ancora il-2.6: .la fiotta è fatta rientrare in porto; poi un nuovo ordine dispone che retti al largo ad attendere* In mezzo a tanto affastellamento di