Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA
anno
<
1914
>
pagina
<
784
>
o* QowwÀoaeiahi e appunti
disposizioni la flotta si allontana non potendo bene manovrare e di tanto, da sottrarsi a nuove esitazioni del governo.
Al Nigra, instancabile, si aggiunge il conte Popoli, parente di casa Bonaparte, inviato dal Re a Parigi. Alla notizia del movimento per P intervento, iniziato con l'ordine alla flotte francese dì salpare, Menabrea, nomo di grande dirittura, saldo patriota, fa dichiarare a Napoleone die una occupazione francese di Boma, vulnerando la convenzione di settembre, provocherebbe una azione identica da parte del governo italiano; che le armi regie occuperebbero immediatamente alcuni punti del piccolo stato; che lascerebbe al governo di Francia la responsabilità di quanto potrebbe accadere'..
Garibaldi frattanto procede, sebbene lentamente a cagione delle misere condizioni del suo piccolo esercito, verso il sogno della sua vita. I volontari si provano a Monte Rotondo, ove 400 soldati pontifici è giustizia riconoscerlo. difendono pei* 17 ore il piccolo forte. La vitto:? ria dei garibaldini non è facile, nulla possedendo di atto ad investire un fortilizio j ma la giornata (26 ottobre) rincuora i tentennanti, ed affida i vecchi garibaldini' del trionfo dell'impresa.
Mentre si combatteva a Monte Rotondo, il colonnello garibaldino Acerbi entra in Viterbo già ribellatasi al governo del Papa* e ne assume la prodittatura. Giovanni Nicotera a Prosinone vi pubblicava già un prodama, di annessione dello Stato pontificio all'Italia,
Garibaldi è convìnto che la Francia non oserà attaccare i volontari italiani j strepiterà, minaccerà, ma non vorrà incrociare le armi coi figli d'Italia. Egli sosta un tempo prezioso onde riordinare alla meglio le indisciplinate schiere. I due. cannoni conquistati a Monte Rotondo sono la sola artiglieria del forse troppo numeroso esercito ; poche guide vi rap--presentano la cavalleria.
Ho detto.--=- e con intenzdoM forse troppo numeroso il piccolo esercito. La contraddizione è Strìdente, ma al commentatore riesco logica. Di fatti se tanti elementi inutilmente chiassosi, ed altri assolutamente negativi non avessero inquinato la legione rossa, le sue sorti non sarebbero state di tanto disgraziate.
Fra il 28 e il 29 il comandante la spedkione francese, gen. De PaiI può sbarcare i suoi soldati a 0Mfevecehia>. Il 30 l'avanguardia francese, agli ordini del generale Palhès entra in Roma, BQ11 corno salvatrice.
òn è dì questa pubblicazione. fl seàcconto, né il commento tecnico degli episodi militari j e solo vi accenniamo a grandi lìnee, per la necessità di seguire lo svolgersi degli avvenimenti.
Garibaldi par quasi esitare j forse non ha una completa fiducia nella massa che lo segue. Molti dei più giovani fra i suoi soldati appaiono