Rassegna storica del Risorgimento
MARINA ; SAULI DAMIANO ; SAVOIA-CARIGNANO (DI) EUGENIO
anno
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1923
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kHmmiragMo Principe Eugenio di Smoia eoo. 51
tamente ligure, lamentasse tale stato di cose dandone carico, oltre ohe al ministro Pes di Villamarina, anche ai propri co-mandanti generali. Ma da quando il principe Eugenio fa nominato affienile ammiraglio (1842) essa desiderò sempre d'averlo a capo supremo; sperava ricevere da Lai, per riflesso, quei maggiori mezzi finanziari di cui aveva estremo bisogno, quella maggiore valutazione a eni aveva diritto. Perciò, quando il capo di Stato Maggiore della Marina mandò ai Comandanti delle RR. Navi la circolare, che più sotto si riproduce, annunziante la nomina del principe a Comandante Generale, i sentimenti di giubilo in essa espressi rispondevano ad un vero stato d'animo dell'ufficialità marinara, più che ad una forma di cortigiana etichetta. La circolare diceva cosi:
Genova 16 settembre '44
Egli è col più vivo giubilo ch'io mi fo a compiere al gradevolissimo incarico datomi per ministeriale dispaccio del 14 volgente N. 1436 di partecipare alla S. V. Dl.ma la nomina da 8. M. fatta, per Regie Patenti in data del giorno suddetto, di S. A. R. il principe Eugenio Savoia-Oarignano a vice ammiraglio Comandante Generale della Regia Marina.
Il fausto avvenimento che realizza una delle più ambite lusinghe della Marina, e che è la più insigne testimonianza della Sovrana propensione per essa ha generalmente eccitata quella esultazione che avrà luogo altresì a bordo di codesto Regio Legno al giungervi di sì lieta notizia >.
Appena raggiunta Genova il Principe constatò come l'ufficialità marinara vivamente si interessasse attorno alla necessità di un bacino di carenaggio. Era infatti deplorevole che le nostre navi, allorché avevano bisogno di carenatura, dovessero recarsi negli arsenali esteri di Francia p d'Inghilterra. Ciò costituiva indubbiamente una grave lacuna nei nostri mezzi di lavoro marittimo che bisognava al più presto colmare, se si voleva davvero conservare una Marina da Guerra. Perciò, il Principe, che a tale questione si appassionò sabito, non meno de' suoi dipendenti ufficiali, senza attendere che il Ministero di Guerra e Marina accordasse la sua approvazione, ma avendone però parlato col re Carlo Alberto, decise ci'assumersi la responsabilità di ordinare gli studi opportuni per la costruzione di un bacino. Se non che una tale opera non era stata mai tentata in Italia; non