Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA
anno
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1914
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pagina
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788
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88 Oonmnioazioni e appunti
La situazione parlamentare non era tale da consigliarne 1* accettazione al Re 5 che invitò il Menabrea ad una ricomposizione del Ministero. Federico Menabrea, buttati a mare gli elementi ultra-moderati; si ripresentò alla Camera il 5 gennaio con un ministero modificato.
La politica del Menabrea, eccessivamente remissiva con Soma, nella speranza di una possibile composizione della dolorosa questione e severamente moderata sostenuta dalla Gomorteiria si rese ostilissimi non la sola sinistra, ma gli stessi liberali cavouriani j e fra questi uomini quali il Lama ed il La Marmerà.
11 ministero Menabrea non rifletteva il pensiero della Nazione,- ma anche gli stessi avversari della sua politica di compressione d'ogni moto patriottico e democratico, riconoscevano che la sostituzione era quasi impossibile, mancando l'uomo.
Sorse una formidabile questione d'indole finanziaria : il monopolio dei tabacchi, che secondo il progetto ministeriale doveva assicurare alle esauste finanze italiane buon numero di milioni. Molti deputati e di diverse parti della Camera si fecero ad osteggiarlo ; lo stesso Lanza, presidente della Camera, si dimise per combattere il progetto Cambray-JDigny. Parecchi insinuarono il sospetto di corruzioni, e forse si lavorò, all'insaputa del Menabrea, s'intende, dai faccendoni, che non mancano mai in simili affari. Il progetto della Regia cointeressata dei tabacchi tu approvato a debole maggioranza ; e non poco ne modificò l'esito l'incidente Lobbia, chiaritosi una manovra dell'opposizione.
Ne nacquero moti di piazza e polemiche violentissime j ma il Menabrea, abbenchò ridotto d'influenza, seppe tener testa e mostrò fermezza.
L'esecuzione dei due patrioti romani Monti e Tognetti (24 novembre), autori dell'attentato alla caserma Serristori, provocò nuove dimostrazioni ; ed il Menabrea riconfermò, rispondendo allo interpellanze, il diritto d'Italia su Roma, considerando il supplizio dei due patrioti siccome un atto di stupida vendetta.
Piacquero siffatte parole ; ma le due condanne a morte di Luzzi e Tajàni (21 dicembre 1868) non trovarono il Menabrea altrettanto deciso; anzi fece respingere la proposta di sospendere il pagamento della annualità d'interesse sulla parte assunta del prestito pontificio.
L'effetto di siffatto contegno fu dì scemare per non dire distruggere ogni simpatìa pel Ministero ch'egli presiedeva.
Moti assai pericolosi sorsero per l'applicazione della tassa sul macinato.
ta seguito a spostamenti avvenuti nel vari partiti alla Camera italiana, e per l'opposizione del Lanza, riuscì negativa la votazione del 3 maggio Ì869 sull'assetto finanziario, e Menabrea di nuovo rassegnò le sue dimissioni,