Rassegna storica del Risorgimento
1851 ; SICILIA
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1923
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La Sicilia nel 1851
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Né bastò tanto ai nostri reggitori ond' essere siculi. Si volle ancore, isolare la Sicilia dal Continente. Fa permanente politica del gabinetto del Pegno delle Due Sicilie di farsi forte della gelosia, che esistette fra due popoli, che il faro di Messina divide; e, dividendoli, regnare. La mala arte fruttò ne'tempi andati, e precisamente ne' movimenti del 1820. Nel 1848 l'affare era Cambiato; i popoli si affratellavano: quando gridava Napoli nelle sue pacifiche dimostrazioni, gridava Palermo, gridava Sicilia tutta; rallegravansi i Siciliani de'movimenti calabresi, ed attristavansi de' loro casi; piangevano i popoli gì' infruttuosi tentativi del 1847 dell' eroica Messina. Scoppiata qui la rivoluzione, il Governo in Napoli spaventossi dell'accordo de'popoli e della simpatia colla quale il movimento siciliano erasi accolto: quindi, lungi di cedere all'esigenza de'popoli e de'tempi, ricorre alla diabolica politica di abbandonare la Sicilia a se stessa e lasciare (lacuna) sola la rivoluzione; e ritirò le truppe da Palermo e dagl' inespugnabili forti di Trapani, di Siracusa, d'Agosta, le concentrò in Napoli, domò le Provincie del Continente con tutto il pondo delle sue forze, e, fattosi lì sicuro del suo spergiuro, piombò sulla Sicilia e ristaurò il dispotismo. Quindi prima sua legge, quasi nell'emendare passati fatti, fu l'abolizione della promiscuità, pella quale tutti i sudditi del Eegno delle Due Sicilie occupavano indifferentemente le cariche o in Napoli o in Sicilia; e si fecero non certe né frequenti le comunicazioni fra il Continente e l'Isola, di cui non che il commercio, anche i rappresentanti delle Nazioni estere ne soffrono. Una Consulta, qui residente, quasi a dileggio delle forme rappresentative, fu insiàtuita, alla quale si dà un voto consultivo sulle materie che al Ee piacesse proporre* Con tali leggi e con altre di simile natura il governo ha tentato d'infamarci al cospetto dell'Italia e dell'Europa, accusandoci di municipalismo, eh' esso solo avea più d'ognal-tro incoraggiato, e mentiva quando ne'suoi decreti asserì che, per cedere a' suoi amati Siciliani, aboliva la promiscuità, instituiva la Consulta. Era sua politica e suo interesse l'emanare simili leggi: così i rapporti fra due popoli fratelli si contrariano, si dif-neultano, si annullano. Pruova di quanto valga il nostro governo e di quanto teme che i popoli leggano, scrivano, comunichino i loro pensieri h il decreto 13 agosto 1850 riguardante la stampa. Esso proibisce qualunque publieazione non munita da un permesso preventivo, dato da persone dedite al governo; e, vedete