Rassegna storica del Risorgimento

1851 ; SICILIA
anno <1923>   pagina <134>
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Ì34 Eugenia Casanova
lano la cattiva aria, che miete gli abitanti de' contorni con febbri micidiali; e li vedi macilenti spettri, quando campano la vita. L' enfiteusi, quel contratto che fu anello fra la barbarie feudale e V incivilimento che spuntava, qui fra noi ancora esiste e non hawi termine su di cui non gravitano forti rendite per­petue. Causa ed efletto della miseria del paese sono esse, poiché chi non ha i talenti e l'attitudine d'agricoltore e intanto pos­siede un terreno, piuttosto che venderlo, pensa a darlo ad en­fiteusi, e ciò perchè il capitale, che il venditore ne ritrarrebbe, per difetto di movimento commerciale ed industriale gli reste­rebbe ozioso, ed obbligato a vivere su di esso, in breve tempo lo dissiperebbe. Dall'altro lato, la povertà de' Attuarli, ed i loro frequenti fallimenti lo dissuadono a darlo in affitto. L'agricol­tore resta oppresso dal peso di pagare la rendita perpetua, la quale assorbendo tutto il prodotto netto del suolo, gli lascia ap­pena di rifarsi de' suoi capitali. e di sobriamente vivere. E con ciò la quantità de' latifondi che possiedono le chiese, i mona­steri, i conventi, i corpi morali, le diòcesi, le abazie, di cui non hawi penuria in Sicilia! Tale è lo stato deplorabile dell'agri­coltura, eh'è la base della siciliana ricchezza. H commercio è ristretto da' forti dazii all'immissione, da' rigori della dogana, dal cattivo stato de' nostri porti ed è spaventato dalle visite, ricerche e perquisizioni della sempre vigile e sospettosa polizia. Noi, o Signore, non vi diciamo che la menoma parte de' mali, che ci affliggono. Se tutti volessimo dirvi e delle loro cause trattenervi, opera lunga sarebbe, e noiosa per voi la cre­diamo. Solo un abozzo del nostro stato vi abbiamo voluto sottomettere, e questo di soli fatti e non di opinioni. Voi ve­dete che una mano di ferro, che il dispotismo ci governa. Quale ne sarà la fine? Vogliamo sperare ch'essa sia prossima e senza scopo. Ma guai a tutti se le nostre speranze saranno deluse: perchè i despoti cadranno e la loro caduta sarà tanto più terribile quanto più tarderà.
Fatto li 13 marzo 1851.
A Monsieur M. Bigai de GiarwUle
Gap. di Vascello com.te la fregata a vapore il Vauban.
a.