Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1923>   pagina <146>
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14*> Varietà di pagine aparse
H Gioberti mi pare che su questo proposito abbia detto gran belle cose, che ora solamente si cominciano a intendere dopo il commento che ne ha preso a fare il Mastai. Quando un'istituzione è caduta nel fango per colpa di coloro che la rappresentano, è difficile elevarsi all'idea vitale di cai si in­forma per giudicare se stessa. E così avvenne al povero Gio­berti, quando messe. fuori il Primato. Egli parlava del Papa come doveva essere e faceva la critica più sanguinosa, senza clie apparisse, al Papa com'era. Ma i superficiali crederono invece che quel panegirico di un Papato ideale fosse il panegirico di Gregorio XVI, e a ragione urlarono tutti come cani arrabbiati.
Ma vedi bene che fu preso un gran equivoco. Verrà forse un giorno che i nostri posteri leggeranno due libri esciti quasi contemporaneamente alla luce, il Primato e VArnaldo. A noi parvero mossi da due ispirazioni contrarie, e forse i nostri po­steri diranno diversamente. Il caldo amore all'Italia e del Cri­stianesimo restituito alla sua purità di cui era infiammata l'a­nima dei suoi autori si manifestò sotto forma opposta; ma lo spirito era lo stesso. H Gioberti credè che ormai il tempo di declamare contro Roma degenere fosse imito e sperando che potesse sorgere il restauratore di Uoma Cristiana, credè invece opportuno ravvivare il simulacro di questa. La parola di Ar­naldo continuò la generosa protesta; ma essa non era contro il Pontefice del Gioberti, e ora davanti a Pio IX che cominciò a rivelarcene l'imagine, sono certo che Arnaldo si inginocchierebbe, perchè l'uomo, il quale salito a quella altezza, non si lascia ineb-briare dalla potenza, e abbraccia tutti come fratelli nel Cristo e dà tutto il suo ai poveri e si mostra acceso di una carità che abbraccia il genere umano, è anche il Papa di Arnaldo.
Congratuliamoci, caro Niccolò, di vedere ricominciamento di un periodo glorioso di umanità nel quale si concilieranno molte cose, che finora si credevano inconciliabili e la fede re­diviva darà alle anime la forza che il dubbio aveva loro tolta e noi Italiani appariremo di nuovo a esercitare la suprema legi­slatura della idea fra le genti.
Alla buona, stagione ti verrò a trovare e ira le ombre de­liziose del tuo giardino meglio che per lettera rallegreremo l'a­nimo di queste speranze
Credimi u0 amG amico
Pisa, 5 marzo 1847 MONTANELLI