Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; GENOVA
anno <1923>   pagina <149>
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RECENSIONI
ALFREDO COMANDINI, // Prìncipe Napoleone nel Risorgimento Italiano. Milano, F.lli Treves editori, 1922, pp. XIV-360, L. 30.
Non è una biografia, perchè come dice lo stesso autore, biografìe del Principe, fra italiane e francesi, ne esistono già molte, e una nuova che ri­petesse cose già sapute sarebbe stata inutile o quanto meno superna.
In questo suo libro il Comandini, esperto conoscitore della storia nostra nel periodo del Risorgimento, ha voluto invece dimostrare, con ampio corredo di documenti, quanto amore, anzi quanta passiono il principe Napoleone abbia sempre portato alla causa della libertà e della indipendenza d'Italia. E ha fatto opera di giustìzia e insieme di riparazione, perchè pochi Italiani, anche tra i colti e gli studiosi, conoscono, in tutta la sua vastità ed importanza, l'azione assidua, coraggiosa e preveggente esercitata dal principe a favore della terra che gli aveva dato i natali, specialmente quando, restaurato l'Impero in Francia, egli stesso divenne non solo principe del sangue, ma anche erede presuntivo del trono.
Napoleone IH si rese certo grandemente benemerito della causa italiana, sopratutto per l'alleanza stretta col Piemonte e per la guerra di Lombardia, combattuta nella primavera del 1859; ma non meno benemerito del cugino si dimostrò il principe Napoleone che dell'una e dell' altra era stato convinto e fervido propugnatore e già nei primi giorni di quello stesso anno aveva con­tratto matrimonio oon la principessa Clotilde di Savoia. Ne egli nemmeno allora ebbe alcuna ambizione propria, né agi per interesse personale: è da relegarsi fra le favole il disegno ohe gli fu attribuito di stabilire la propria sovranità in Toscana e magari in tutta l'Italia Centrale.
Anche dopo il trattato di ViUafranca, mantenendosi in continua corri­spondenza col re Vittorio Emanuele, suo suocero, col Cavour, sino alla morte di lui, e poi coi nostri uomini oho ebbero successivamente la responsabilità del potere, il principe Napoleone continuò ad adoperarsi coraggiosamente, perchè di qua dalle Alpi, a fianco della Trancia, si costituisse su basi solide uno stato libero e indipendente che comprendesse tutte le regioni della pe­nisola.