Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; GENOVA
anno
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1923
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pagina
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150
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150
Recensioni
1 numerosi documenti elio corredano il volume dimostrano come nuche in quest'ultimo periodo di tempo, dalla seconda guerra d'indipendenza alla spedizione garibaldina nell'Agro Eomuno,. tatti i problemi gravi italiani ebbero da lui elementi risolutivi, bontà di consigli, praticità di avviamenti. Meritevole di particolare ricordo il fiero e coraggioso discorso (qui riprodotto integralmente nella terza appendice) da lui pronunciato al Senato il lo marzo 1861 sulla questione italiana, clie durò tre ore e che gli procurò un vero e proprio trionfo. In quell'occasione egli non solo sostenne l'assoluta necessità della caduta del potere temporale dei papi, ma insieme pose nettamente la questione dell'Austria, affermando che essa non aveva alcun diritto di esistere come stato nazionale e ritorcendo contro di lei la frase espressione geografica già tanti anni prima pronunciata dal principe di Mettermeli in riguardo all'Italia.
Di fronte a tali e tante benemerenze viene spontanea la domanda: che cosa gli Italiani hanno fatto in onore del Principe e in segno di gratitudine? Nulla, o quasi. Ch'io sappia, nessuno ha mai nemmeno pensato a collocare una lapide sulla Cacciata dell'Albergo di Russia in Roma, dove il principe Napoleone il 17 marzo 1891 esalò l'ultimo respiro.
ERSILIO MICHEL.
BENEDETTO PAOLILLO, Barletta nel 1799. Ricordi cronistorici con un appendice sui patriotti barlettani di quel tempo, Barletta, Prem. Stab. Tip. Delli-santì, 1921, pp. 80.
Balletta nel 1799, a tempo della Repubblica Partenopea, ebbe sorti diverse da Trani, da Anùria e da altri luoghi delle Puglie che si mostrarono ostili ai Francesi e ai novatori politici. Per la resistenza opposta alle milizie repubblicane quelle due città furono arse e saccheggiato dopo la loro espugnazione: Barletta, ohe si trovava in diverse condizioni sociali ed economiche, all'annunzio delle novità della Capitale, non si mantenne tranquilla, che anzi frequenti furono le agitazioni e i tumulti fra le varie fazioni, e più grave fra. tutti, quello culminato peli'uccisione dei fratelli Baldassarre di Terlizzi. Ma poi, seguendo l'invito di un canonico venuto il 2 febbraio da Mola di Bari, Francesco Ruggero, finì coli'aderire alla Repubblica Partenopea e con P innalzare l'albero della libertà.
Allora, a voce di popolo, venne elotto un nuovo Consiglio con a capo don Giorgio Esperti, che, dimostrando in ogni occasione la più grande prudenza, seppe impedire ogni eccesso e mantenere l'ordino nella città, anche qnando, dopo il 17 marzo, essa venne presidiata da un corpo di milizie francesi comandato dal generale .'' Broussier e obbligata a pagare un tributo di guerra, non ostante la sua dichiarata qualifica di benemerita .