Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <193>
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ft poUiica inglese durante la crisi risolutiva eoa. Si
Se dal ristretto ambiente di corte e dalla cerchia del par­tito al governo entriamo tra gli ammiratori sentimentali dell'I­talia, i liberali, osserviamo che anche per costoro il problema italiano non era che un problema di riforme interne. Aggiungete il timore dell'ambizione Napoleonica e vedrete che le menti degli wighs si ritraggono con terrore dal pensiero di modificar i trat­tati territoriali del '15.
Napoleone aveva cercato di sondare l'animo dei capi libe­rali e nel novembre a Oompiègne aveva avuto dei colloqui con Olarendon e Palmerston; non ne aveva ritratta una buona im­pressione; anche essi ripetevano il solito ritornello dei pericoli di una conflagrazione generale (1). i
Il conte di Cavour, con il suo occhio clinico, aveva misu­rato le possibilità della politica inglese e vi aveva adattato lo svolgimento pratico dell'azione diplomatica sarda: evitate il rumore e sforzatevi che non ci si occupi di noi. Ma ripetete che l'esistenza di un governo liberale a Torino è incompatibile con la presenza degli austriaci a Milano . Cosi scriveva il 21 no­vembre a Emanuele D'Azeglio.
Nel' novembre il ministro inglese a Torino, James Hudson, era andato in congedo, a Londra; 11 conte temette che per i suoi sentimenti italofìli non sarebbe stato più rimandato; invece egli ritornò con l'incarico di penetrare a fondo la politica piemon­tese. Cavour intuito ciò, si tenne più riservato. L'Hudson gli dichiarò che l'opinione pubblica inglese desiderava la pace, che la Gran Bretagna era impegnata in Oriente né poteva andai' contro l'Austria la spada destinata a tenere in iscacco la Eus-
(1.) Il conto di Cavour 3orìve a Emanuele D'Azeglio il 1 dicembre: Salvaglieli ini ha raccontato le ano conversazioni con Palmerston e con e con Russell. Essi sono, a parole almeno, cento volte peggio che i tories . N. BIANCHI - La poUtiqne du comiu (le Cavour (1851 e 1860) pag. 300.
Interessante è conoscere in tale momento il pensiero di quegli ohe noi avrà tanta parte nella risoluzione della questione italiana, di Lord Russell. Scrivendo egli a quel lord Minto elio nel '47 e nel '48 si trovava in Italia, riferisce il consiglio dato a un agente di Napolcono recatosi a Londra pn udire le opinioni dei liberali: io ho, consigliato un congresso generale. Lo potenze non sarebbero cosi ostili aMtaa come Voi supponete. La Russia favorirebbe la Francia, la Prussia sarebbe appena attiva in lavoro dell'Austria. Malmesbnry e, io temo, abbastanza ostile, ma non la camera dei Comuni *..
WALPOLE, op. eit., voi. H, pag. 301, 1 dicembre