Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <194>
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Alfredo SignoretU
sia >. Consapevole elle simili affermazioni rispondevano a neces­sità fondamentali dell'interesse britannico, il conte non s'illuse di poter modificare la politica dell'Inghilterra a favore ideE'iEWas: bisognava prenderne san parti (1).
Riassumendo le prime vici di guerra trovavano l'Inghilterra pervasa da un sincero desiderio di pace, basata su parecchie ra­gioni di cui indicheremo le principali. In primo luogo la potenza britannica uscita ÌniJeJ3fc da una delle più .grandi tote colo­niali che aveva dovuto affrontare, la rivolta delle IfiÉfèj in se­condo luogo si trovava in uno dei periodi di conquista da parte della sua industria dei mercati europei e perciò temeva una guerra che rovinasse il suo commercio. Incfce la Francia avrebbe potuto ritrarre da perturbamenti dei Vantaggi! territoriali, afe Francia di quegli anni sembrava ritornata agli splendori del primo impero; tutto ciò mentre la Russia si estendeva in Asia e nel Mar Nero appariva pronta a spezzare alla prima occasione i vincoli impostigli dal trattato del 1856.
2. Allarme per le parole di Napoleone e di Vittorio Emanuele.
L'anno 1859 non cominciava con buoni auspici di pace; le celebri parole dette da Napoleone a Hùbuer nel ricevimento di capo d'anno alle Tuileries non avevano forse quel carattere bel­licoso che l'opinione pubblica mondiale volle attribuir loro; ma l'esperienza storica ci insegna che ogni atto dei reggitori di po­poli non ha valore per le intenzioni di chi lo compì, bensì per l'effetto che realmente produsse riflettendosi nella molteplice vita politica. Del resto quel monito di capo d'anno ebbe una conva­lida nel fiero discorso pronunziato il 10 gennaio dal re di Sar­degna dinanzi alle Camere.
Da quei giorni la guerra pesò come., un incubo sull'Europa in generale e sull'Inghilterra in particolare che abbiamo veduta per tante diverse e profonde ragioni contraria a qualsiasi turba­mento. La divisa della diplomazia britannica, da Malmesbury fino ai più umili segretari di legazione presso le varie corti ita­liane, fu di conservare la pace ad ogni costo, ed esaminando il libro bleu su tale periodo si è maravigliati dell'immensa mole di lavoro condotto a Saint-James e si è convinti che ivi tutto
(1) K. BIANCHI - La pojìtttpw ecc.. pag- 300, ];* dicembre.