Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1923
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pagina
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197
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La politica inglese durante la orisi riaolufha eoo. 197
stria non attaccherebbe la Sardegna, Jo promise mia si riservò ampia libertà di azione nei ducati.
A Torino, trattandosi di ima corte secondaria Malmesbury parlò più energicamente; faoo nel conte di Gavóttr chi, o dilazionando o ostinandosi, battè in breccia tutti i tentativi pacifisti che da Londra rendevano dubbia l'attenzione del suo diseguo tanto diligentemente preparato. :fp argomenti usati per persuadere il conte dei danni di' una guerra erano i più diversi: la Sardegna non vi eserciterebbe che un ruolo secondario; i suoi interessi non sarebbero consultati nella prosecuzione o alla conclusione della lotta; si ricordasse dell'ultima, guerra del '48 e del separatismo lombardo; inoltre la prosperità interna disparirebbe (1).
IL discorso del trono urtò molto le suscettibilità del gabinetto inglese, e, malgrado che sii' Hudson si sforzasse nei suoi dispacci di dimostrare che il Piemonte non era pronto per la guerra e che le parole di Vittorio Emanuele avevano prodotto l'effetto dell'olio sull'acqua, severi moniti giunsero al conte di Cavour. Questi, sempre più convinto che l'alleanza con la Francia doveva alienare al suo paese le simpatie del governo inglese, si limitò a rispondere che la guerra poteva essere evitata se le potenze intervenissero in Italia secondo i principii esposti nel protocollo del trattato di Parigi (2).
L'attività della diplomazia inglese per assicurare la pace si svolgeva contemporaneamente a Roma per indurre il papa a richiedere l'allontanamento dai suoi stati delle truppe austriache e francesi; a Firenze, Modena e Parma, per indurre i duchi a concedere riformeÒitdtuzionali e per consigliarli a non chiedere aiuto di milizie all'Austria, fatto che, secondo le dichiarazioni di Walewsld, avrebbe potuto determinare l'intervento francese.
Le -altre due. grandi potenze neutrali la cui azione pacificatrice sarebbe stata di immenso vantaggio erano la Prussia e la Russia- a loro si rivolse lord Malmesbury perchè lo aiutassero nel conseguire il suo fine. Trovò, come al solito, diffidenza a Pietroburgo dove ogni proposta inglese era considerata avente uno scopo recondito; a Berlino il barone di Schlemitz non si mostrò troppo disposto a proporre modificazioni al sistema di
(1) Conespondenoe eoe 1 7, 12 gennaio.
(2) idem * 33, 19 gennaio.