Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <208>
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P08 Alfredo BlgnorefM
bevo guerra per primi; per maggiore sicurezza le due potenze occidentali potrebbero garantire Vittorio Emanuele contro ogni assalto (1). n gabinetto di Parigi si limitò ad aderire in massima ai quattro punti base della discussione, senza parlare affatto del disarmo della Sardegna, malgrado che da Londra si richiedessero continuamente spiegazioni a tale riguardo.
Il conte Buoi da parte sua accettò infine l'invito, conside­rando però sempre come condizione a priori il disarmo piemon­tese. Sicché l'adesione dei due imperatori non aveva altro che un valore formale poiché restava indefinita la questione del di­sarmo ed altre gravi difficoltà apparivano sull'orizzonte*
In quale veste i diversi stati italiani avrebbero partecipato al congresso? -L'Inghilterra cercando come al solito di con tem­perare le esigenze più contrarie, propose che essi fossero am­messi per stabilire i loro intendimenti; non avrebbero voto de­liberativo e le conclusioni sarebbero fatte conoscer loro non come imposizioni bensì come raccomandazioni. Non avendo ac­cettato né Francia né Austria tale disegno e rifiutandolo pari­menti i governi di Boma, di Napoli e di Torino, Malmesbruy stimò più opportuno abbandonare la questione a tempi migliori.
Frattanto il 25 marzo il conte di Cavour dietro invito di Napoleone si era recato a Parigi dove aveva avuto tempestosi colloqui col Walewski oppositore della politica italofìla del suo signore; sembra che egli minacciasse la pubblicazione di docu­menti secreti compromettenti Napoleone qualora, non essendo assistito dalla Francia in una guerra contro l'Austria, fosse co­stretto; a dare le proprie dimissioni (2).
Noi non crediamo che la venuta di Cavour e i suoi oscuri propositi abbiano determinato un mutamento decisivo nell'indi­rizzo della politica imperiale; questo errore di valutazione sto­rica deriva dall'esagerare l'importanza dei fatti* avvenuti ai primi di marzo (articolo sul Moniteur e dimissioni del principe Napoleone); in realtà Napoleone, lo dimostra chiaramente la
(1) Corrispondenee 1 N. 130, 21 marzo.
(2) Il principe Consorte, il quale avevo, ou'antipatia speciale per il eonte di Cavour, reputava condizione indispensabile per il ritorno di un'atmosfera di pace il suo ritiro dal governo e attribuiva ad ambinone personale la tenacia con cui restava aggrappato al suo posto. - T. MARTIN op. cit. voi. TV pag. 407,