Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1923
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pagina
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210
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plu Alfredo Signorotti
B conte Buoi così rispose il 18 aprile: H gabinetto imperiale rinuncia implicitamente al preliminare disarmo della Sardegna giacché egli posa il dilemma seguente:
o disarmo preliminare della Sardegna e, nello stesso tempo, adesione da parte delle cinque potenze al principio di disarmo generale la cui effettuazione dovrà essere il primo compito del congresso;
o se il disarmo preliminare della Sardegna sembra impossibile ad ottenere, il disarmo generale effettivo prima del congresso; vale a dire questo disarmo generale dovrebbe essere un fatto compiuto prima che noi potessimo prender parte ad un congresso.
Ecco la nostra ultima parola .
Malmesbury accettò subito la seconda parte dell'alternativa austriaca giudicando la proposta più semplice e migliore di quella formulata antecedentemente da lui stesso. Ora era necessario ottenere l'adesione della Francia, e su questo non sorsero ostacoli, e quella della Sardegna, e qui era il punto scabroso. Nelle mani dell' imperatore Napoleone erano le decisioni del Piemonte malgrado gli atteggiamenti minacciosi e spavaldi di Cavour; questo sapevano bene a Londra e continue pressioni furono fatte a Parigi onde ottenere l'approvazione di Vittorio Emanuele. I ministri britannici ne facevano anche una questione d'onore; lord Oowley li aveva informati della promessa datagli dall'imperatore dopo il suo ritorno da Vienna di adoperarsi a che la Sardegna smobilitasse; invero egli aveva accennato a questa sua condotta con tali cautele e promesse da non poter mai apparire mancante alla sua parola.
Il 15 aprile il segretario agli esteri così scriveva all'ambasciatore a Parigi perchè Napoleone lo sapesse: se la Sardegna rifiuta ora il disarmo e l'Austria ne fa un casus belli, accompagnandolo con una nota che mostri la sua crudele posizione nel dovere attendere e nel farsi salassare a morte, finché i suoi ne-
F Austria ad accettare questa, proposta, aveva scritto tin dispaooio in cui dichiarava che la condotta di questa potenza ove rifintasse, sarebbe riprovevole. La regina Vittoria non volle approvare questa comunioazione rivendicando il diritto pieno ed intero dell'Austria ad agire in siffatta maniera, sia pure antipatica. Q. fi . voi. ITI, 12 aprile.