Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA
anno
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1923
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pagina
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219
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politica mglese durante la crisi risolutiva ecc. 219
lontano; ce ne fanno testimonianza le seguenti righe del diario di Malmesbury, scritto certamente senza l'intenzione di calunniare la regina: la regina e il principe sentono molto fortemente la disfatta degli austriaci (a Montebello) e sono ansiosi di prendere la loro parte; ma io dissi a S. i. che era del tatto impossibile; questo paese non andrebbe in guerra perfino in aiuto dell'indipendenza italiana e non ci sarebbero 10 uomini nella camera dei comuni che la farebbero in aiuto dell'Austria . Durante tutto quel periodo Vittoria continuò a inviar lettere ai suoi ministri, ora difendendo il diritto dell'Austria, ora rilevando l'infrazione portata ai trattati del '15 dall'assunzione di Vittorio Emanuele del governo di Toscana, ora biasimando il linguaggio dolce, non compromettente, verso la Francia. Ella ebbe la speranza che la guerra potesse essere arrestata sul Ticino; e quando l'imperatrice Eugenia le scrisse perchè si adoperasse a trattenere la Germania dall'aiutare l'Austria, rispose che ciò era nelle mani di Napoleone: non passasse egli il Ticino e tati sarebbero convinti che lo scopo del suo intervento non era che difensivo (1). I ministri comprendevano tutte le incertezze della situazione, i pericoli di un collegamento di forze franco-russe; ma stimarono che la più saggia politica, in quanto permetteva di prepararsi e di attendere senza essere sorpresi da eventi subitanei, fosse di localizzare la guerra. Il 2 maggio Malmesbury inviava a Oowley la seguente lettera: Prima che l'imperatore lasci Parigi fate un grande sforzo per tenerci fuori dalla guerra ottenendo il suo consenso, con quello della Bussia e di noi stessi, a neutralizzare l'Adriatico e il Baltico Chiedete la neutralizzazione per il litorale orientale adriatico sotto a Trieste e per il Baltico e se voi non potete ottenere questo, per il Baltico soltanto. A noi il primo significa meno, per quanto attacchi sul territorio austriaco nell'angolo nord-est dell'Adriatico potrebbero portare in giuoco la Turchia e con essa anche noi. Ma la neutralità del Baltico sarebbe una grande sicurezza per restar noi neutrali, ed io penso che l'imperatore debba comprendere ciò. Se la Germania entra in guerra contro la Francia, il blocco dei suoi porti da parte della Francia o della Bussia deve eventualmente trascinarci nella guerra, poiché il nostro commercio sarebbe rovinato e questa è
(1) T. MARTIN - op. cit. voi. IV pag. 448, 23 maggio