Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <222>
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jaa Alfredo SignoreiU
Il ministro degli estèri di Sassonia, il celebre von Beust, che poi diverrà cancelliere austriaco, si recò a Londra per con­vincere Malmesbnry ad appoggiare l'azione degli stati minori tedeschi ma non fa troppo favorevolmente ascoltato per i suoi scopi troppo apertamente anti-francesi.
Queste mosse diplomatiche nella loro incertezza denotano gravi preoccupazioni; le coste germaniche e l'impero ottomano erano due punti troppo vitali per l'espansione commerciale e po­litica della Gran Bretagna, perchè non si tenesse ben d'occnio e non si considerassero le possibilità di un mutamento del loro assetto; la localizzazione della guerra, la neutralità ad ogni costo, erano belle parole che potevano stare benissimo sulla bocca di uomini rigidamente all'opposizione quali gli indipendenti, ma non potevano essere la divisa di una nazione che colle sue navi e colle sue merci era presente in tutti i mari.
E infine questo contegno guardingo non influiva quanto l'in­cognita prussiana su Napoleone perchè misurasse i passi nella condotta della guerra italiana?
2. L'avvento al potere dei liberali.
Intanto profondi mutamenti erano maturati nella situazione interna parlamentare dell'Inghilterra. Dobbiamo premettere l'as­surda posizione del governo e della camera; vi era un governo tory in una camera a maggioranza liberale e radicale. Essa si reggeva per il dissidio tra alcune frazioni dei partiti avver­sari; durava ormai da parecchio tempo, dal marzo 1858, ma era naturale che ad una risoluzione presto o tardi si doveva giungere.
Le difficoltà cominciarono a manifestarsi in seno allo stesso gabinelto. Per guadagnarsi l'appoggio di una parte dei liberali Derby presentò un programma di riforma elettorale, il Beform Bill che non piacque ai ministri più conservatori i quali si riti­rarono. Il Bill non fu accetto troppo nemméro ai liberali e la battaglia oratoria si impegnò sur un emendamento proposto da lord Bussali* .Forse era nelle intenzioni del ministero di accet­tarlo, ma un discorso audacissimo di Palmerston rese impossibile tale condotta per un senso di dignità. Il 1 aprile l'emendamento fu accolto con 330 voti contro 291.
U gabinetto: avrebbe dovuto dare le dimissioni; ma la regina