Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <224>
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y** Alfredo SignoretM I
li esamineremo un poco a lungo anche per il fatto che gli sto­rici italiani hanno dato loro uno sviluppo insufficiente.
Ohi occupa un posto principale nella scena politica di questo momento è l'ungherese Luigi Kossuth, esule a Londra, il quale cercava trarre dagli eventi a lui contemporanei il mas­simo vantaggio per il trionfo dell'indipendenza della sua patria. Vani sforzi, che la rivoluzione sul Danubio era troppo temuta da tutti i sovrani di Europa e mai l'imperatore dei francesi avrebbe sacrificato l'amicizia russa, tanto necessaria, alla libertà d'Ungheria, che il padre dello czar Alessandro H, Niccolò I aveva soffocato nel sangue.
Prima che Napoleone partisse per l'Italia, Kossuth per mezzo del principe Gerolamo ebbe con lui un colloquio di due ore. Subito l'imperatore mostrò che la difficoltà maggiore per estendere la guerra sul Danubio era nel contegno ambiguo dell'Inghilterra, ancora attaccata all'idea della necessità del­l'Austria per l'equilibrio europeo e capace di muovere in guerra contro di lui qualora l'esistenza della monarchia di Vienna fosse minacciata a morte. Kossuth domandò che cosa volesse l'imperatore dall'Inghilterra, l'intervento o la semplice neutra­lità, e avendo udito che si contentava della garanzia di neutralità, promise di prendere sopra di sé l'effettuazione di questo desi­derio; egli sperava di agire fortemente nell'opinione pubblica favorevole verso la causa delle nazionalità oppresse e nella ca­mera dei comuni attraverso il partito indipendente (1).
U grande rivoluzionario, tornato a Londra l'8 maggio, si mise subito all'opera e chi lo coadiuvò moltissimo fu un depu­tato della scuola liberista di Manchester, Charles Gilpin. Fu deciso di indire dei grandi meetings nelle principali città, ma dopo l'elezioni per modo che il Kossuth non fosse accusato di immischiarsene benché straniero. Essendo stato pubblicato il 13 maggio il proclama della regina in cui era detto che il go­verno d'Inghilterra desiderava mantenere una neutralità stretta ed imparziale durante tutta la guerra, alcuni compagni cerca­rono di sconsigliare l'Ungherese da una propaganda per uno scopo già raggiunto, ma egli si ricordava che Napoleone voleva la caduta del gabinetto tory e perciò, secondo il suo programma
(ty É. KOSSUTH - Souvenira et écriis de man e Perforile de la guerre d'Italie - pag. 153-159.