Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA
anno <1923>   pagina <226>
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226 Alfredo Signorotti
diceva così: Ho ordinato ohe si mettessero sotto i vostri occhi i documenti che vi mostreranno quanto sono stati vivi e inces­santi i miei sforzi perchè la pace d'Europa fosse mantenuta: questi sforzi disgraziatamente sono falliti e la guerra è stata dichia­rata tra la Francia e la Sardegna da una parte e l'Austria dal­l'altra.
Eicevendo delle assicurazioni di amicizia dalle due parti bel­ligeranti, io ho l'intenzione di mantenere fra esse una stretto ed imparziale neutralità, e io spero, con l'air di Dio, di assicurare al mio popolo i benefici della pace.
Tuttavia, considerando lo stato attuale dell'Europa, ho giu­dicato necessario per la sicurezza dei miei stati e l'onore della mia corona di aumentare le mie forze navali in una proporzione superiore a quella che era stata sanzionata dal Parlamento (1).
Il dibattito per l'indirizzo fu calmo alla camera dei Lorda, dove furono degne di rilievo le dichiarazioni di Malmesbury che accusò il gabinetto liberale del '48 di non aver saputo profittare dell'occasione tanto favorevole per liberare l'Italia dagli austriaci; di lord Normamby, già ambasciatore a Parigi che mostrò quali erano le pericolose aspirazioni russe, e infine di lord Derby, il quale disse che la guerra era fatta non per la liberazione del­l'Italia ma per l'ingrandimento della Sardegna (2),
Ai Comuni il marchese di Hartington presentò un emen­damento in cui si negava che il governo possedesse la fiducia della camera; Bright, insieme a Oobden capo degli indipendenti e il più formidabile distruttore di gabinetti, denunciò con forza
(1) Vittoria avrebbe volato ohe i passi relativi alla neutralità e all'au­mento delle forze fossero pia dignitosi e fieri; ma lord Derby si oppose di­cendo ohe non bisognava lasciare il menomo sospetto, agli avversari ohe il gabinetto coprisse sotto la neutralità disegni in favore dell'Austria. La regina, pur desiderando ohe la Franoia non fosse lasciata pienamente libera di di­sturbare l'Europa, la guai cosa equivarrebbe per la Gran Bretagna ad abdi­care alla sua posizione in Europa, e dichiarare la sua indifferenza ai trattati e alla bilancia dei poteri, e a precluderla da ogni azione per preservarli, cedette onde allontanare il pericolo di un nuovo governo che significherebbe la neutralità imposta dal parlamento alla corona. Unico mutamento al testo preparato dai ministri fu che alla parola neutralità si aggiunse betmm flwm fra loro, quasi per limitarla. Q. V. L. voi. IH, 1 e 3 giugno.
(2) Parliamentary reports ni serie, CLIV pag. 49 e segg.